Viterbo ricorda l'illustre concittadino e sindaco di Roma Luigi Petroselli a quarant'anni dalla sua scomparsa, avvenuta improvvisamente all'età di 49 anni, al termine di un intervento al comitato centrale del Partito Comunista Italiano

“Luigi Petroselli fa parte di tutto ciò che di bello può fare la politica”

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“La bella memoria”: oggi, 7 ottobre, Viterbo ricorda l’illustre concittadino e sindaco di Roma Luigi Petroselli a quarant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta improvvisamente all’età di 49 anni, al termine di un intervento al comitato centrale del Partito Comunista Italiano.

Questa mattina durante la cerimonia commemorativa nella Sala Regia Palazzo dei Priori è stato proiettato il corto “Noi che amiamo la vita” di Andrea Rusich. Sono intervenuti il sindaco Giovanni Maria Arena, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi, il consigliere regionale Enrico Panunzi e l’autrice della biografia “Luigi Petroselli”, Angela Giovagnoli.

Presenti anche il Questore di Viterbo Giancarlo Sant’Elia, il Rettore dell’Università della Tuscia Stefano Ubertini, l’assessore regionale Alessandra Troncarelli, il Presidente del Consiglio di Viterbo Stefano Evangelista, i consiglieri comunali Alvaro Ricci e Lina Delle Monache e le due sorelle di Luigi Petroselli.

“Mio padre descriveva Luigi Petroselli come un personaggio umile e leale, qualità che ha portato in tutte le esperienze, come quando è diventato sindaco di Roma. – ha dichiarato il sindaco Arena nel suo intervento in apertura – Era percepito come sindaco vero della gente e ha dato un’impronta innanzitutto con l’esempio, dando tutto se stesso senza risparmiarsi. La politica è fatta di cose belle e cose brutte – ha poi aggiunto – e secondo me Petroselli fa parte di tutto ciò che di bello può fare la politica”.

“Petroselli aveva l’idea di essere vicino alle persone, di occuparsi non del contenitore ma del contenuto della città. – ha ricordato Pietro Nocchi – Nelle periferie ha portato i centri anziani, le attività per i giovani, i parchi. Ogni città ha bisogno di persone che abbiano la certezza e la consapevolezza di avere i piedi piantati a terra, e questo era Petroselli”.

Il consigliere regionale Panunzi ha spiegato che “quando penso a Roma e ai suoi sindaci non si può fare altro che pensare a Petroselli. Dobbiamo onorare la sua memoria ogni giorno e trasmetterla non solo il 7 ottobre. Quando sono diventato consigliere regionale tutti mi parlavano di Petroselli – ha continuato – lui aveva la capacità di avvicinare amministrati e amministratori, facendo in modo che fossero un corpo unico e che non ci fosse frattura”.

“Petroselli è stato un grande viterbese che ha lasciato il segno nella storia della Capitale e del Paese. – ha commentato il Presidente del Lazio Zingaretti – Il cuore del suo impegno è stato quello di accorciare le distanze: tra centro e periferia, con i servizi essenziali, l’acqua alle borgate, il sistema fognario delle periferie, portando gli autobus dove non arrivavano; tra uomini e donne, con il sistema di consultorio famigliare; tra giovani e anziani; tra chi aveva una formazione e chi no; tra chi ha meno e chi ha di più, con l’impegno di eliminare le baraccopoli di Roma. Credo che sia qua l’attualità di Petroselli: anche noi, oggi, non abbiamo forse bisogno, in Italia e in Europa, di accorciare le distanze? Stiamo vincendo una grande battaglia contro la più drammatica pandemia dal Dopoguerra, ma cosa ci consegna il post pandemia? Un aumento delle diseguaglianze, confermato dal fatto che la condizione di povertà assoluta riguarda oltre il 9% degli italiani, quasi 1 su 10″.

“Oggi il suo esempio sarebbe utile per aggredire il grande problema del nostro tempo, perché spesso è proprio l’emarginazione che diventa minaccia per la democrazia e Petroselli non lo fece solo con le parole, ma trasformandole in azioni politiche e amministrative concrete”, ha concluso Zingaretti.

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