Luisa Ciambella (Pd) fa un interrogazione al Sindaco affinché intervenga sul confuso modo di gestire le quarantene

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La consigliera comunale del Pd, Luisa Ciambella:  “Sono intervenuta nei giorni scorsi per segnalare l’assoluta mancanza di comunicazione circa il protocollo Asl che le famiglie interessate dovessero seguire nella situazione di quarantena scolastica dei loro figli.  Dopo la segnalazione abbiamo ricevuto, seppur con 7 giorni di ritardo, informazioni dalla Asl per tramite della scuola. Il patto di corresponsabilità “Scuola sicura” prevedeva al punto 4 quanto segue : “I soggetti posti in quarantena verranno sottoposti a test rapido antigenico o molecolare prima del rientro presso l’istituto scolastico”.

Nella fattispecie la nostra classe deve rientrare a scuola giovedì 22 ottobre e attendevamo disposizioni per poter sottoporre i nostri figli a tampone veloce. Nulla di fatto, abbiamo saputo che ieri nel nuovo protocollo è nuovamente cambiata la disposizione. Infatti ai punti 8 e 9 questo si dispone:

  1. L’Unità distrettuale COVID trasmette alla scuola la disposizione di quarantena per i soggetti definiti come contatto stretto del caso confermato (di cui si è già disposto isolamento).
  2. I contatti stretti asintomatici, che rimangono in osservazione per il periodo di quarantena, non devono eseguire test diagnostico molecolare all’inizio del percorso, si ricorda infatti che il test eseguito troppo precocemente può generare falsi negativi.

In  corso d’opera si cambia il percorso, ora non serve più sottoporsi al test anche se il punto 9 dice che il test non va fatto all’inizio del percorso lasciando presagire che ad un certo punto debba essere fatto, e invece no i ragazzi non saranno sottoposti a tampone e rientreranno a scuola senza screening.

La cosa oltremodo singolare è che in altri Istituti comprensivi dello stesso comune di Viterbo le procedure sono state diverse. Alla scuola Ellera le classi sono state poste in quarantena e i bambini sottoposti tutti a tampone a partire dalle giornate immediatamente successive. In un caso specifico sono stati accertati oltre una decina di bambini di cui più della metà asintomatici tutti posti in quarantena cautelativa. Era il 6 ottobre 2020 quando questi bimbi sono stati posti in quarantena, alla Fantappiè accadeva 2 giorni dopo , l’8 ottobre 2020. Questi bimbi sono stati chiamati a sottoporsi ad un secondo tampone cosiddetto “di guarigione” e in molti casi la positività di bimbi asintomatici è rimasta quindi è stato predisposto che restassero in quarantena fino al 21 ^giorno, come precisato dalla circolare del Comitato tecnico scientifico dell’11 ottobre 2020.

Vorrei capire come sia possibile tenere comportamenti così diversi per fattispecie uguali.  Il protocollo nazionale e regionale credo sia unico. Inoltre le quarantene scolastiche sono utili a contenere il fenomeno se con screening a tappeto si rintraccino tutti coloro che sono positivi così da evitare l’aumento dei contagi.

Peraltro è stata emanata una circolare dedicata a cura del Ministero della Salute lo scorso 29 settembre di cui non si capisce il senso stando a questi cambiamenti. Infatti la circolare ha come oggetto: “Uso dei test antigenici rapidi per la diagnosi di infezione da SARS-COV-2 con particolare riguardo al contesto scolastico” che ci è venuta incontro specificando “l’ evidente utilità dei testi ancigenici rapidi come strumento di prevenzione nell’ambito del sistema scolastico”. Parliamo di prevenzione.  Lo Stato fa questo e noi? Come decliniamo la parola prevenzione?

Alla luce di tutto questo chiedo al Sindaco Arena, nella sua funzione di massima autorità sanitaria, di chiedere e pretendere una uniformità dei protocolli e dei comportamenti, una comunicazione univoca e rassicurante per i cittadini. Chiedo l’istituzione di un luogo in cui sia possibile con tutti i soggetti competenti standardizzare le procedure che devono essere uguali e chiare per tutti. Il contagio deve essere contenuto e gestito ancora di più se pensiamo che a oggi,  Viterbo ha un trend di contagio superiore alla Lombardia.

Un’ultima riflessione, gli asintomatici trovati all’Ellera sono ancora in quarantena e quindi posti in sicurezza anche dal possibile contagio che possono arrecare. Tutte le altre classi che hanno passato la quarantena e non hanno manifestato sintomi ma mai sottoposti a tampone, sono liberi di circolare senza che nessuno si ponga il problema del potenziale contagio. E’ Normale? La domanda nasce spontanea: ma i protocolli in virtù di cosa cambiano, in funzione della necessaria prevenzione o delle difficoltà a gestire l’emergenza?

Credo inoltre che calare i protocollo sulle spalle delle scuole e dei dirigenti scolastici o degli insegnanti referenti Covid, che non sono sanitari ma docenti, spesso sottratti alla didattica, senza coinvolgerli anche nell’applicazione degli stessi ma anzi cambiando le regole in corso d’opera mi sembra quantomeno anomalo e da correggere in maniera collegiale e collaborativa.

Mi sembra pesante anche il peso che in tutta questa nuova procedura sopportano i Pediatri di libera scelta e i medici di base che, a quanto mi risulta, troppo spesso non sono contattati dalla Unità operativa Covid rispetto alle comunicazioni delle quarantene ma che devono certificare la riammissione dei ragazzi o anche le certificazioni lavorative per i dipendenti sulla fiducia. Tutto questo è normale? Sindaco è lei che deve adoperarsi per una risposta univoca, chiara, non continui a giocare allo scarica barile e provveda una volta tanto tempestivamente a ciò che le compete.”

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