L’ultimo commovente saluto a Raffaele Trua alla parrocchia di Santa Maria della Grotticella

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Viterbo- “La morte arriva a risuonare
come una scarpa senza piede, un vestito senza uomo,
riesce a bussare come un anello senza pietra né dito,
riesce a gridare senza bocca, né lingua, né gola.” Scrisse Pablo Neruda.

Ma non è facile non gridare la nostra rabbia e il nostro dolore quando ci lascia un ragazzo giovanissimo, nel fiore della sua età.
Poche ore prima del terribile incidente, del quale è stato vittima, Raffaele Trua aveva postato una foto su Facebook in cui si vedeva tutta la sua gioia di vivere, con il suo fisico da atleta: sembrava pronto ad affrontare le scalate della vita.
Ma il destino ha spesso più fantasia di noi, purtroppo.

La morte di un ragazzo lascia inebetiti, increduli. Il primo pensiero è per lui, per l’interruzione del suo progetto di vita; per i suoi genitori, per lo sforzo che dovranno fare per sopravvivere a un dolore così devastante; per i fratelli, i parenti, e poi per tutti noi, che siamo comunque partecipi, perché la morte di un giovane colpisce tutta la comunità. Ognuno viene toccato nell’affetto, nel senso di impotenza, nel dolore. Noi, in quanto umani, siamo in grado di entrare in sintonia con il dolore altrui, il quale ci spinge a riflettere, a interrogarci, a ricercare un senso nella perdita. Una vita che si spegne troppo presto toglie a tutti un po’ di futuro e di fiducia.

Tutti gli esseri umani sono accumunati dalla nascita, dall’evoluzione della crescita e dalla morte. Nessuno può saltare uno di questi tre livelli. La morte è l’evento terminale della nostra vita, ma, quando essa arriva così presto e improvvisamente, il dolore è ancora più grande.

Oggi, 1 luglio, si sono svolti, alle ore 16,30, i funerali di Raffaele Trua, presso il campo da calciotto della chiesa di Santa Maria della Grotticella a Viterbo, dove tante volte il ragazzo ha giocato e si è impegnato. Centinaia di persone, fra le quali tantissimi giovani, hanno dato il loro ultimo saluto al giovane di 21 anni, morto in un tragico incidente sulla strada Sammartinese, avvenuto il 23 giugno scorso, intorno alle ore 20.

Raffaele, dopo l’impatto, è stato trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma dove, per tre lunghi e tragici giorni, ha lottato tra la vita e la morte.

“Quando succede un fatto così tragico- ha detto don Pino- sarebbe più facile restare in silenzio, è difficile trovare le parole. Io ho pregato Raffaele di suggerirmi cosa dire.”

“Quando muore un giovane – ha continuato il parroco della Grotticella, che ben conosceva Raffaele– muore il futuro. È doloroso, ci fa piangere, ma deve anche far riflettere i giovani sulla necessità di fare sempre attenzione.”

Raffaele, suo fratello Nicola e la sorella Carlotta hanno sempre frequentato la parrocchia fin da piccoli, con i tanti amici che oggi erano lì, vicino a lui e alla famiglia.
Raffaele ha spesso partecipato alle attività parrocchiali e al Grest.

Don Pino ha ricordato alcuni aneddoti: quando il ragazzo indossava degli stivaletti da equitazione e il parroco gli disse che anche il Papa andava a cavallo; oppure quando don Pino gli diceva di tranquillizzare i ragazzi più agitati e Raffaele rispondeva:” Ci penso io!” e poi li ritrovava insieme a ridere, scherzare e fare gavettoni.

Ora che l’abbraccio dei genitori, dei suoi fratelli e dei suoi amici può sentirlo sono a distanza, speriamo che sia la Mamma di Gesù Bambino a stargli sempre vicino.

Noi lo immaginiamo lì, fra le Sue braccia simpatico, solare, educato come sempre, a preparare la strada per noi. Perchè anche la nostra vita non è più uguale, senza di lui.

Usciremo, andremo in parrocchia, alle feste, sorrideremo, ma dentro di noi il nostro pensiero sarà spesso per lui e per la sua vita, spezzata così presto, forse per non fargli conoscere la malvagità del mondo.

Don Pino ha detto :”Raffaele era un punto di riferimento per la sua famiglia e per i suoi amici. Era un ragazzo serio, generoso, bravo, al quale tutti volevano bene”.

E tutti continueranno a volergli bene, perchè la morte non può spezzare i legami affettivi nè può farlo la distanza.
Raffaele è e continuerà ad essere con noi. Per sempre.

La famiglia di Raffaele ha espresso la volontà di istituire una borsa di studio dedicata al figlio alla facoltà di agraria dell’Università degli Studi della Tuscia.

Al termine della cerimonia funebre, la sorella Carlotta ha letto una commovente lettera di suor Marina, che è stata sempre vicina ai ragazzi e alla famiglia.

Un lungo, interminabile applauso ha salutato infine quel bravo ragazzo dagli occhi azzurri, profondi come il cielo, che sarà sempre nel cuore di tutti.

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