L’Usb proclama lo sciopero nazionale il 25 novembre per sanità, scuola e trasporti

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L’Usb Viterbo da mesi esorta Asl e istituzioni locali a schierarsi dalla parte dei lavoratori della sanità. “Sono necessari – si legge nella nota dell’Usb – investimenti nell’assunzione e nella stabilizzazione del personale, quello che è fuori dalla competenza o dal bilancio del territorio va preteso dalla Regione, che tante promesse ha fatto fin dalla prima ondata”.

“Ad oggi – prosegue la nota – questo schieramento da parte della Asl non c’è stato, le assunzioni annunciate sono per lo più precarie. Personale assunto per quattro, sei mesi al massimo, esposto al rischio di contagio e nei casi peggiori di morte, che poi il Pubblico saluta senza alcuna garanzia, ma von tanti ringraziamenti. Prendiamo atto dell’utilizzo, almeno in parte, di alcune strutture pubbliche per la gestione dell’emergenza. Strutture ospedaliere, ristrutturate da poco, che potrebbero essere un valido supporto alla rete dei soccorsi se solo venissero utilizzate nel pieno delle loro potenzialità”.

“Nella speranza di continuare in questa direzione, non possiamo non sottolineare come un intervento tempestivo, da Usb chiesto più volte proprio durante i mesi estivi nel momento in cui i contagi erano pari a zero, avrebbe permesso di non arrivare nuovamente impreparati alla fase di emergenza e, forse, ridurre il dilagare del virus e le sue conseguenze più gravi”.

“Ci chiediamo – insiste il sindacato – dove siano le Usca, le unità Asl specializzate nell’assistenza domiciliare. Decine di malati Covid, dai più ai meno gravi, sono rinchiusi in casa, spesso perché senza macchina e attendono settimane per un tampone”.

“Intanto – prosegue la nota – i lavoratori in ospedali e case di riposo sono precettati, non hanno diritto a ferie o permessi ed operano fino a 15 ore al giorno. Una situazione di sfruttamento dove viene meno la salute e sicurezza degli stessi, il più piccolo errore nelle procedure di vestizione e svestizione espone al rischio di contagio. Un’attenzione massima che è impossibile mantenere sottoposti a simili carichi, senza giorni di riposo”.

“Il 25 novembre – conclude l’Usb – scioperiamo e scendiamo in piazza al fianco di tutto il personale sanitario, senza dimenticare il lavoro spesso invisibile degli operatori che si occupano della pulizia e sanificazione di reparti e corsie. Pagati 4 euro l’ora, nella maggior parte dei casi in appalto a dubbie cooperative. Un giorno per gridare tutta la nostra rabbia”.

 

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