Lux Rosae, una luce per la speranza! Ce ne parla il fondatore Rodolfo Valentino

Abbiamo incontrato il Presidente e fondatore di Lux Rosae Rodlfo Valentino che ci ha ricevuto con grande piacere

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Il Presidente e fondatore di Lux Rosae Rodolfo Valentino

Da 5 anni Lux Rosae è ormai uno dei simboli della tradizione viterbese per il trasporto della Macchina di Santa Rosa. I “Messaggeri” della fiaccola sono  portatori di speranza e di devozione per la patrona della città di Viterbo. Abbiamo incontrato il Presidente e fondatore di Lux Rosae Rodlfo Valentino che ci ha ricevuto con grande piacere.

Presidente buongiorno! Grazie per averci ricevuto. Vorremmo saperne un pò di più su Lux Rosae, lei può darci qualche delucidazione al riguardo?

“Buongiorno! Grazie a voi. Ho letto precedentemente alcune interviste fatte ad altri responsabili e anche io come loro vorrei, se non vi spiace, essere chiamato per nome ovvero Rodolfo!”

Va bene Rodolfo! Come è nata Lux Rosae?

“L’idea mi è venuta 5 anni fa. Sono un podista e quando mi allenavo andavo a correre spesso verso la strada Signorino a Montefiascone che come ben sapete fa parte della storica Via Francigena. Mentre correvo incontravo spesso dei pellegrini. Da lì l’illuminazione:  una fiaccola portata a staffetta che arrivi a Piazza San Sisto la sera della Macchina di Santa Rosa e con il fuoco sacro – ovvero benedetto – accendere gli ultimi lumini di Santa Rosa! Da lì è partito tutto”.

Al momento dell’idea cosa ha fatto? Nel senso, ne ha parlato con qualcuno?

“Sì! Ne parlai con il mio amico Massimo Mecarini, Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, a cui piacque l’idea. Lo stesso Sodalizio autorizza le manifestazione insieme all’Avis di Viterbo che dalla nascita si occupa dell’intera organizzazione occupandosi della gestione dell’evento e della logistica. Nel 2015 la fiaccola venne disegnata da Raffaele Ascenzi – costruttore e ideatore dell’attuale Macchina di Santa Rosa – e stampata da Luca Occhialini. All’interno della fiaccola venne fatto spazio epr inserire un messaggio e il primo anno ci fu quello consegnato dal Papa come simbolo per la  pace e un augurio per il trasporto della Macchina”.

Cosa sono i “messaggeri”? O meglio come vengono selezionati?

“I messaggeri sono i podisti, il giorno del 3 corrono in 18, che portano il messaggio attraverso la fiaccola come simbolo di devozione per la Santa Patrona della città. In verità fanno parte della realtà cittadina, ma ci sono anche varie persone della Provincia e addirittura fuori Viterbo. nel 2016 prese parte  un ragazzo di Amatrice come testimonianza del Sisma che si era abbattuto in quelle zone durante quella tragica notte del 24 agosto di tre anni fa. Quest’anno invece ci sono 2 rappresentati dell’Avis di Fano – l’Avis di Viterbo come ben sapete fa parte e  si occupa di Lux Rosae ogni anno con il suo Presidente Luigi Mechelli – che hanno proposto il presidente e la segretaria avisna del comitato marchigiano. Altri candidati provengono dal mondo dell’imprenditoria e da tutti i settori. Ognuno di loro ha la propria storia, chi riferita allo Sport, chi per la sofferenza e chi per la malattia. Nel 2015 una ragazza aveva finito appena la chemio prima della maratona”.

Per concludere e ringraziarla per il suo contributo le vogliamo chiedere: quale è il messaggio che Rodolfo vuole trasmettere attraverso Lux Rosae?

“Il mio messaggio è rivolto alla solidarietà e alla pace generale ma a Viterbo, la festa è la nostra storia , la tradizione della nostra città che possa essere sempre amata e supportata da tutto il popolo viterbese!”

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