Macchina di Santa Rosa, resilienza oltre l’emergenza Covid e patrimoni culturali immateriali italiani

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Viterbo- Sì è svolto ieri, 30 ottobre, presso il Museo del Colle del Duomo di Viterbo, alle 17,30, un interessante convegno intitolato “Resilienza oltre l’emergenza Covid” – Patrimoni culturali immateriali italiani.
Ha moderato l’incontro Patrizia Nardi, Responsabile Progetti UNESCO Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane e Europassione per l’Italia.

Sono intervenuti, fra gli altri, il sindaco Giovanni Maria Arena, l’assessore alla Cultura Marco De Carolis, Massimo Mecarini Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa,  Luca De Risi, presidente GRAMAS – Grandi Macchine a Spalla, Flavio Sialino presidente di Europassione per l’Italia, Caterina Velardi, Donne per la Rete, Don Valerio Pennasso, direttore Ufficio Nazionale per i Beni Culturali e l’edilizia di Culto  della CEI, Maria Assunta Peci, direttore Servizio II UNESCO Ministero della Cultura,  Francisco Javier Lopez Morales, già direttore del Patrimonio Mondiale UNESCO, stati Federali del Messico,  Fabio Sbattella,  Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Pietro Petraroia, AD Cultura Valore srl, Maria Grazia Bellisario Co-direttrice del Master Gestione Patrimonio Mondiale UNINT Università degli Studi Internazionali di Roma. Presenti in sala suor Francesca Pizzaia del Monastero di Santa Rosa e la presidente del Centro Studi Santa Rosa Eleonora Rava.

Il “presidentissimo” del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini ha parlato della Macchina di Santa Rosa, ormai ferma da due anni, a causa della pandemia e ha ricordato,  nel suo intervento,  quando la macchina si fermò durante il suo percorso e il trasporto straordinario effettuato per la visita di papa Giovanni Paolo II.

I problemi legati all’emergenza sanitaria rendono dubbioso lo svolgimento delle manifestazioni,  ma  emerge la volontà di  ripartire con forza per svolgere ancora grandi manifestazioni  contando ovviamente sulle indicazioni fornite dalle istituzioni. Il 2022 sarà l’anno della ripartenza.

Luca De Risi ha auspicato:”Da questa sospensione potrebbe rinascere una fraternità nuova,  un senso civico più diffuso, una nuova solidarietà. 
Ci sono stare belle iniziative.”

Dopo l’intervento di Marco De Carolis, che ha parlato anche di un probabile trasporto straordinario della Macchina di Santa Rosa, il sindaco Arena ha ribadito:”C’è stato da parte dei cittadini viterbesi un grande sconforto per il mancato passaggio della Macchina di Santa Rosa quest’anno. La Macchina è stata montata a piazza del Comune per 20 giorni, ha avuto successo, ma vederla passare, come da tradizione, è certamente un’altra cosa.

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Dobbiamo fare rete e andare avanti per rispetto della tradizione dei secoli che ci hanno preceduto”.

Caterina Velardi rappresenta le donne viterbesi in un progetto intitolato “Donne per la rete”, che sono pronte ad attivarsi. È nato un sito web, grazie anche al centro studi Santa Rosa con Eleonora Rava, dove è spiegato il progetto. Il gruppo di Viterbo farà una mostra itinerante.

Don Valerio Pennasso, direttore del Cei ha sottolineato:
“Ha interrotto la tradizione delle Macchine a spalla solo la guerra.  Ci mancano queste feste, pechè esse non sono semplicemente momenti di folklore e raduno, ma di fede, di storia, di tradizione. Non sono solo oggetti effimeri, non solo di luoghi e di tempi, scanditi dal calendario liturgico, ma questioni di emozione che toccano il cuore, il cervello, lo stomaco. Una dimensione pregnante della comunità  che è stata spezzata ma sarà l’elemento nuovo nel prossimo futuro,  cercando un contenuto  di solidarietà per accogliere e condividere.

Il linguaggio della tradizione dovrà innovarsi per coinvolgere ancora la gente in una dimensione di popolo, di accoglienza e apertura al prossimo. Nelle tradizioni ci riconosciamo. Sono la nostra storia. C’è il rischio che le giovani generazioni non si riconoscano in esse, ma le guardino distrattamente. Il patrimonio immateriale sembra effimero, ma la chiesa vorrebbe censire l’anima che sta dentro le cose che facciamo. Possiamo e dobbiamo raccogliere le esperienze affinché diventino occasione per riflettere sul significato”.

La dottoressa Peci ha sostenuto che, pur nell’assenza della Macchina, c’è la speranza, ci sono progetti che mettono in evidenza gli sforzi internazionali per superare le difficoltà delle reti, in un percorso non sempre facile.
“Nell’ essere spalla a spalla, come i Facchini, c’è la volontà di essere uniti nella spiritualità. C’è bisogno di una rete forte, di condivisione, di obiettivi per andare oltre e adattarci alle nuove realtà. 
Le uniche strade che vogliamo ripercorrere sono quelle di Viterbo nello sforzo degli uomini che procedono insieme. Partirà un progetto per i giovani, per riconoscere e fortificare identità”.

Patrizia Nardi ha evidenziato come “Comunità,  soggetti istituzionali,  università devono essere uniti per proteggere e promuovere un patrimonio così importante. Questa è la strada giusta per operare insieme al fine di superare questi momenti difficili.”.

Il valore delle tradizioni che aggregano è grandissimo. Bisogna riflettere sul significato che queste tradizioni possono dare al presente per non farle abbandonare dalle nuove generazioni.  Due anni di fermo hanno un senso solo se all’interno del prossimo passaggio rimarrà un segno: le tradizioni immateriali porteranno il segno di ciò che è stato.

Bisogna fare della resilienza un transito per stimolare altri profili: è necessario coltivare la coesione culturale e l’unione in uno sforzo collettivo per tutelare il patrimonio UNESCO.
Ci sarà un master per rafforzare queste esperienze: la formazione è fondamentale per tenere alta la consapevolezza nelle comunità coinvolte e non coinvolte nel mantenere vivo il patrimonio immateriale.

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