“Mafia litorale”, la Procura chiede il rinvio a giudizio per tutti

Adesso si aspetta la fissazione dell’udienza preliminare, all’interno della quale il gup che dovrà decidere se mandare o meno tutti a processo.

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Il tribunale di Civitavecchia

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati nell’inchiesta su “mafia litorale”.
La vicenda venne fuori nell’ottobre di quattro anni fa, quando la Guardia di Finanza, su mandato dell’allora sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice, ha effettuato delle acquisizioni di atti in alcuni comuni del litorale. L’ipotesi della magistratura inquirente è quella che, in cambio di assunzioni di amici e parenti di amministratori locali, vennero concessi alcuni appalti a cooperative che operano nel settore del sociale. Quella che compare maggiormente nell’indagine della Procura di Civitavecchia è la “Casa Comune 2000”, con sede a Ladispoli, di cui risulta titolare Luigi Valà. Quest’ultimo è stato più volte intercettato telefonicamente, ed è da quelle intercettazioni che si formata l’accusa ipotizzata dalla magistratura inquirente.
Ora, la sostituto procuratore Allegra Migliorini, che ha ereditato l’indagine dal suo predecessore, ha avanzato l’istanza all’ufficio del gip tribunale di via Terme di Traiano, per tutte le persone coinvolte, tranne una, per la quale ha chiesto l’archiviazione per avvenuta prescrizione. A rischiare il processo dunque adesso sono in 15, ai quali vengono contestati a vario titolo, le accuse di abuso d’ufficio e corruzione in atti d’ufficio. Tra gli indagati, ci sono anche personaggi di primo piano delle amministrazioni locali del litorale civitavecchiese, come l’ex sindaco di Santa Marinella Roberto Bacheca, e quello attuale di Tolfa Luigi Landi.
Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, adesso si aspetta la fissazione dell’udienza preliminare, all’interno della quale il gup che dovrà decidere se mandare o meno tutti a processo.

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