Mafia viterbese, anche il boss Trovato verso la richiesta di rito abbreviato

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Sono le dichiarazioni del pentito di “Mafia viterbese”, Sokol Dervishi, a spingere Giuseppe Trovato verso il rito abbreviato. L’imputato, identificato come il capo dell’organizzazione malavitosa italo-albanese della Tuscia, è in procinto di chiedere di andare direttamente a giudizio, così da poter ottenere i benefici della riduzione di pena in caso di condanna. Già lo scorso 21 dicembre hanno approfittato di questa procedura Luigi Forieri, Martina Guadagno e lo stesso Dervishi, diventato ‘superteste’ nel processo.

In alcuni interrogatori effettuati dal pm Fabrizio Tucci, proprio Dervishi (noto come ‘Codino’) avrebbe fatto più volte il nome di Trovato. Secondo il suo racconto, il boss avrebbe sostenuto Ismail Rebeshi per controllare il mercato della droga a Viterbo e in cambio Rebeshi avrebbe aiutato Trovato a incendiare negozi e auto dei concorrenti compro-oro.

Oltre al boss, anche Spartak Patozi e Gabriele Laezza sarebbero propensi a chiedere il rito giudiziario più breve.

A voler seguire il rito ordinario, invece, ci sono Ismail Rebeshi e gli imprenditori Emanuele Erasmi e Manuel Pecci. Martedì prossimo, nel tribunale di Roma, gli avvocati caleranno le loro carte svelando come intendono procedere i loro assistiti.

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