Mafia Viterbese: chiesti vent’anni per i due boss Trovato e Rebeshi

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Mafia viterbese: pesante la richiesta dell’accusa nell’udienza di oggi contro i clan che hanno terrorizzato Viterbo con aggressioni ed estorsioni.

Questa, nel dettaglio, la pena richiesta per i dieci arrestati dell’operazione Erostrato, alla sbarra oggi a Roma.

20 anni e 20mila euro di multa per Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi:
12anni e 4 mesi per Luigi Forieri

Sokol  Dervishi: 8 anni
Gazmir  Gurguri: 10 anni e 8 mesi
Gabriele  Laezza: 14 anni e 16mila euro

Spartak  Patozi: 16 anni e 20mila euro di multa
Shkelzen Patozi: 14 anni e 10mila euro
Fouzia Oufir: 10 anni e 8 mesi e 10mila euro
Martina Guadagno: 9 anni e 4 mesi

Il processo, nel quale tutti gli imputati hanno chiesto il rito abbreviato, è la tappa conclusiva di una lunga attività di indagine condotta, a Viterbo, dalla Direzione Distrettuale Antimafia romana.

I due presunti vertici dell’organizzazione criminale a stampo mafioso Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi si sono collegati in videoconferenza, insieme ai loro sodali Sokol Dervishi, i fratelli Patozi, Gazmir Gurguri, Gabriele Laezza, Fouzia Oufir, Martina Guadagno e Luigi Forieri, ai quali, secondo i pm, erano legati: “da un reciproco vincolo di aiuto e lealtà”.

Al centro delle indagini, concluse con il maxi arresto dello scorso anno, la  lunga serie di minacce, intimidazioni, violenze ed aggressioni messe in atto per il controllo del territorio da parte delle due bande: quella del  calabrese Trovati e l’altra dell’albanese Rebeshi.

Secondo le rivelazioni del pentito  ”Codino” Dervishi’: “Tra di loro c’era un accordo:  Trovato aiutava Rebeshi a controllare il mercato della droga a Viterbo e Rebeshi aiutava Trovato a incendiare i negozi e le auto dei concorrenti dei compro oro e controllare il mercato”.

 

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