Mafia viterbese, le confessioni del pentito Dervishi e il rapporto con Trovato

Negli interrogatori, l’albanese parla dell’incendio dell’auto dell’assessore Ubertini e di quelle di concorrenti di Trovato e Rebeshi. Anche un carabiniere ci ha rimesso la vettura

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Mafia viterbese: un ruolo chiave ce l’ha l’indagato Sokol Dervishi, diventato collaboratore di giustizia. Il 33enne albanese (detto Nicola, Codino e anche Nero) dice tutto nelle 123 pagine delle sue confessioni. È il braccio destro del sodalizio italoalbanese di stampo mafioso sgominato con i 13 arresti del 26 gennaio 2019 dell’operazione Erostrato della Direzione distrettuale antimafia (pool di magistrati antimafia) di Roma. L’artigiano residente a Viterbo – fuori dal maxiprocesso di Roma, in quanto sarà giudicato il 10 febbraio con l’abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena -, parla anche dell’incendio all’auto dell’attuale assessore di Viterbo Claudio Ubertini, al tempo dei fatti consigliere comunale.

Dervishi dice che su incarico del viterbese di origini calabresi Giuseppe Trovato (uno dei vertici della banda, l’altro è l’albanese Ismail Rebeshi) era stata incendiata “l’autovettura Smart in uso al consigliere comunale Claudio Ubertini perché quest’ultimo non aveva mantenuto fede alla promessa di affidargli, tramite il Comune di Viterbo, lavori di muratura (…)”.
E ancora: “Per Ubertini – dice Dervishi agli inquirenti – ho fatto soltanto dei sopralluoghi, nel senso che ho accompagnato Trovato con riferimento all’incendio della Mini Cooper”. Secondo la deposizione di Codino Dervishi, la Smart di Ubertini fu incendiata da altri due soggetti, di cui uno residente a Vetralla. “Non solo sono in grado di riconoscere chi ha incendiato la Smart, ma preciso che lui stesso mi confessò di aver fatto l’attentato e di essere stato rimproverato per un errore nell’esecuzione”.

Distruggere i veicoli era uno dei mezzi per punire anche i concorrenti di Trovato: “Ricordo di aver incendiato una Ford Mondeo su incarico di Trovato. Il quale mi disse che la Ford Mondeo era di un suo concorrente dei Compro oro, il quale successivamente chiuse l’attività. In ogni caso, Trovato era solito fare i sopralluoghi con le persone di fiducia”.
Non finisce qui: “Confermo anche l’incendio della Porsche del responsabile della sicurezza delle discoteche – dice Dervishi -. L’incendio fu appiccato da me, Ismail Rebeshi e Trovato nell’interesse di Rebeshi, che riteneva il proprietario della Porsche colpevole di mettere ostacoli per l’apertura della discoteca e di essere vicino alle forze dell’ordine”.
E anche la macchina di un carabiniere fu distrutta: “Trovato mi ha detto di aver incendiato l’auto di un carabiniere, per punirlo”.

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