Due clamorosi errori durante la pandemia: solo ingenuità nel fidarsi di due pataccari? A noi pare abbastanza strano

Mago Zinga continua a far sparire milioni come se niente fosse, di lui nessuno dubita?

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Attilio Fontana crocefisso ed attaccato da chiunque in politica e sui giornali per la storia dei camici “regalati”, e c’è da dire che se venisse accertata una qualsiasi violazione della legge, ovviamente in via definitiva, non ci sarebbe nulla di strano. La stranezza sta nella disparità di trattamento tra Fontana ed il suo collega presidente della Regione Lazio, l’ormai arcinoto Nicola Zingaretti.

Forse sarebbe meglio chiamare il presidente “Mago Zinga”, dato che sotto la sua gestione sono magicamente spariti già ben 30 milioni di euro per le spese legate al Covid, somma piuttosto consistente che va ad aggiungersi allo spauracchio dei 22,5 miliardi di debito accumulati nell’ultimo bilancio 2019. Il nostro presidente-mago, non contento del Mascherina-Gate (13 milioni di euro per mascherine mai arrivate), ha deciso di farsi un altro clamorosissimo autogol, pagando profumatamente (17 milioni) due partite, rispettivamente da un milione ciascuna, di camici e tute anti-Coronavirus. Peccato che su due milioni di capi ne siano arrivati appena 140mila, ossia 121mila e 428 euro a camice, contando quelli mai arrivati. Una spesa niente male per una regione dal bilancio solido, anzi, solidissimo, come la nostra.

Tuttavia, dalla Pisana hanno voglia di insabbiare al più presto anche questa vicenda, perciò la Regione nelle scorse ore ha cercato di rassicurare: I 2,8 milioni già versati nelle casse della Biolife – l’azienda che avrebbe dovuto fornire i camici e le tute – verranno recuperati attraverso una fornitura di Dpi già effettuata dalla stessa società. Ma attenzione, quando all’opera c’è Mago Zinga i colpi di scena sono la prassi: la Biolife avrebbe infatti “diffidato la Regione Lazio dal non procedere al saldo delle fatture già presentate per la commessa andata a buon fine relative alla fornitura delle mascherine”. Alle porte si prospetta un’altra bella battaglia legale con l’azienda, proprio come con la Ecotech.

Eppure, di fronte a tutte queste presunte truffe, nessuno negli ambienti della sinistra benpensante osa dubitare di Zingaretti. Errare è umano, perseverare è diabolico. Possibile che dopo i 13 milioni pappati per le mascherine la Regione riesca a commettere un altro scivolone milionario per i camici e le tute? Possibile che ci sia così tanta ingenuità negli uffici della Pisana? Ma soprattutto, possibile che nessuno ne parli? Eppure per Fontana dai salotti piddini e grillini si sentiva già il rumore delle manette.

Non vorranno mica farci credere che la Regione Lazio è vittima di complotti e truffe sistematiche da parte di sconosciute aziende impegnate nel reinventarsi (o nel fingere di farlo) produttrici di dispositivi anti-Covid di ogni genere. E se fosse tutto un “ticche”, come viene chiamata in romano quella che noi viterbesi chiamiamo più semplicemente “sòla”? Mah… a noi pare a questo punto incredibile che quelle che in teoria dovrebbero essere  le nostre istituzioni siano così distratte durante gli appalti da fidarsi ciecamente del primo pataccaro che passa, per questo speriamo che venga fatta al più presto luce su questa vicenda oscura.

1 commento

  1. Cosa aspettarsi dal fallito boffice dei castelli che ha sul libro paga la moglie diz Palamara! Nessuno scandalo, ma regolare prassi per lo sfaccendato partito catto-comunista che dilapida tutto il nostro bel back-ground socio culturale grazie a questo squallido prestigiatore da balera di quarta categoria!!! Ed a Viterbo ne ha tanti di ammiratori, vedi la sua Asl!!!!!

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