Maiolicato del Papa, scoperto l’autore

L’opera fu commissionata dal ceramista Africano Mancini da Deruta

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Finalmente grazie alla sapiente e minuziosa ricostruzione dello storico Romualdo Luzi, è stata fatta piena luce su un curioso episodio avvenuto a Onano oltre tre secoli fa.

I contorni dell’intera vicenda, sono apparsi in una pubblicazione del bollettino internazionale delle ceramiche di Faenza e aprono uno squarcio definitivo circa la provenienza di un maiolicato anticamente collocato nel piano nobile del Palazzo Monaldeschi della Cervara di Onano.

Il maiolicato in questione, del quale si conservano ancora oggi alcune mattonelle, risale alla seconda metà del 1500.

Secondo la preziosa ricostruzione storica, l’opera fu commissionata al noto ceramista “Africano Mancini da Deruta”, direttamente dalla nobile casata degli Sforza, all’epoca massicciamente presente nelle zone comprese tra l’attuale Alta Tuscia Laziale e il versante a sud – est della Provincia di Grosseto.

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Lo splendido maiolicato, dai colori più svariati, presentava diverse decorazioni, come il motivo araldico del ramo con mela cotogna, figure di sirene, teste di leoni, la vipera dei Visconti, corone, intrecci di foglie ed altre figure.

All’inizio l’opera fu collocata nel Castello Sforzesco di Castell’Azzara in Provincia di Grosseto e solo successivamente, verso la metà del 1600, rimossa e trasferita nel castello baronale di Onano, per essere ricollocata nell’ala nuova del Palazzo Monaldeschi, il cui ampliamento fu voluto proprio dalla famiglia Sforza.

La nuova costruzione fu ulteriormente abbellita anche con splenditi architravi in pietra vulcanica nera, dove ancora oggi troneggia la scritta Henricus Sfortia.

A Onano, il pregevole manufatto è rimasto ad ornare almeno tre stanze dell’antico palazzo per oltre tre secoli, le stesse stanze abitate tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900 da Don Eugenio Pacelli, passato alla storia con il nome di Pio XII°.

di Giuliano Giuliani

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