Malati psichiatrici a rischio abbandono nelle cliniche: nella Tuscia si mobilitano i sindacati

Quando la malattia di un figlio diventa un peso per i genitori si generano delle situazioni paradossali al limite della tollerabilità

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Quando la malattia di un figlio diventa un peso per i genitori si generano delle situazioni paradossali al limite della tollerabilità.

Succede, infatti, in molti casi, che malati psichiatrici siano abbandonati dai parenti stretti e vengano “parcheggiati” nelle cliniche.

La normativa in vigore prevede che al paziente debba essere evitata qualsiasi forma di manicomializzazione in favore di una “restituzione al territorio di appartenenza”. Nella realtà succede spesso l’esatto contrario: i malati psichiatrici sono dimenticati in strutture residenziali e, addirittura, i familiari continuano ad intascare le loro pensioni.
Un gesto vile di una crudeltà assoluta, contro il quale, nella Tuscia, è partita una mobilitazione compatta.

Qualche giorno fa, infatti, tutte le sindacali operanti nella sanità hanno inviato una nota nella quale si chiede rispetto per i malati psichiatrici.

Nella missiva, inviata al dott. Loreto Marcelli, vice presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio e al direttore generale della Asl, Daniela Donetti, Nursing Up, Ugl, Cisal, Cisas e Confael, annunciano che si costituiranno in Consulta Permanente “che monitorerà strettamente tutte le situazioni ritenute anomale garantendo la libertà delle persone manicomializzate con famiglia adeguata alle spalle e vigileranno sulla correttezza dei Pai (Piano Annuale Inclusione) assegnati alle strutture residenziali nel rispetto delle normative vigenti.”

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