E' ancora crisi aperta tra i sindacati e la Direzione del carcere viterbese

Mammagialla, i sindacati chiedono l’intervento del Provveditore: “Politiche scellerate nella gestione del personale”

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Mammagialla, il carcere di Viterbo

Ancora una volta si deve constatare che la Direzione della Casa Circondariale di Mammagialla, nella persona della Direttrice Reggente Nadia Cersosimo, stia attuando delle scellerate politiche di gestione del personale, le quali stanno gettando nel caos la situazione lavorativa dei Poliziotti Penitenziari che vengono a prestare i propri servizi con costanza, dedizione e sacrificio.

Si apprende infatti che, senza aver svolto alcun confronto sindacale, la Direzione da qualche tempo ha attuato l’applicazione dei turni di lunga (8-20) a discapito del personale di Polizia Penitenziaria addetto al servizio a turno.

Addirittura, sembrerebbe che, nella giornata di Domenica 20 settembre u.s. almeno 3 unità che hanno iniziato il servizio alle ore 16.00, hanno poi terminato il proprio turno alle 08.00 di mattina di lunedì 21 settembre u.s., svolgendo ben 16 ore di lavoro continuative e senza tutela alcuna per lo stato psicofisico delle unità coinvolte.

Si apprende inoltre che, giornalmente, tutto il personale di Polizia Penitenziaria presente in servizio viene vessato e leso nei propri diritti, a causa dei continui spostamenti del posto di servizio assegnatogli per coprire i posti mancanti; addirittura, in qualche occasione, deve ricoprire contemporaneamente 4 posti servizio, con le relative responsabilità.

Tale disfunzione si verifica perché la situazione emergenziale in continuo aggravamento non permette di effettuare alcuna programmazione, neanche per assicurare le pause pranzo e la copertura dei posti di servizio che rimangono scoperti dalla nota carenza di personale.

E’ inutile rappresentare che in passato è stato più volte fatto presente a tutte le sedi competenti che con l’avvio del corso dell’aliquota B dei vice sovrintendenti l’istituto di Viterbo sarebbe imploso, perché non è in grado di sopperire all’assenza di 25 unità del ruolo Agenti Assistenti vincitori del concorso. Come se ciò non bastasse, è arrivata come un macigno la contrapposizione tra Comandante e   Direzione della quale è palesemente venuto a conoscenza tutto il personale, creando così insicurezze e sfiducia per entrambe le parti con conseguenze drammatiche.

Inoltre si è appreso da fonti non ufficiali, dato che la Direzione non informa i sindacati delle decisioni che prende riguardanti l’organizzazione del lavoro, oltre che di Ordini di Servizio che poi il Comandante contesta, dell’ordine di servizio nr. 124 del 25.08.2020, dove la Direzione intendeva nominare quale Responsabile ad Interim il proprio factotum Ispettore Luca FLORIS, già Coordinatore dell’Ufficio Matricola e responsabile emergenza Covid 19, come responsabile anche dell’ufficio Comando.

A quanto si conosce il Comandante di Reparto ha impugnato l’Ordine di Servizio ritenendolo illegittimo e ha richiesto di conferire con il signor Provveditore. Ad oggi le parti sociali non hanno contezza degli incarichi attribuiti a questa unità del ruolo Ispettori. Ciò ci preoccupa perché i troppi carichi di lavoro potrebbero influire sul lavoratore menzionato provocando una crisi da sindrome di burn-out, o difficoltà ad avere il giusto recupero psicofisico.

Sembrerebbe inoltre che in data 21.09.2020 con O.D.S. nr. 130, la Direzione, per ovviare alle assenze del personale di Polizia Penitenziaria che presta servizio presso il Reparto Lavorazioni, il quale ha in carico la sorveglianza della serra, abbia disposto categoricamente che in caso di assenza dell’addetto alla sorveglianza della serra, il posto di servizio venga ricoperto dal personale dell’Ufficio Servizi o in alternativa dell’Ufficio Comando, tralasciando di valutare quali sono i servizi sopprimibili nelle fasi di estrema emergenza.

Appare chiaro che anche in queste occasioni, oltre a quelle già denunciate in passato, la dottoressa Cersosimo abbia peccato di onnipotenza, mettendo in essere a nostro avviso un’inettezza nel governo dell’istituto e una prevaricazione delle norme escludendo le parti sociali.

È infatti buona norma inviare per conoscenza gli ordini di servizio che riguardano il personale ai sindacati, anche quelli come la scelta dei responsabili, dove nessun sindacato può interferire, ma l’impiego di unità disposto d’ufficio implica una rivisitazione dell’organizzazione del lavoro, per il ruolo coinvolto dalla decisione.

Ci teniamo ancora a sottolineare che presso la Casa Circondariale di Viterbo ci sono oltre 10 unità che non ricoprono posti di servizio istituzionali, ma che vengono sistematicamente preservate, rimanendo al loro posto senza adeguarle quantomeno alla situazione emergenziale, come la totalità delle cariche speciali rimanenti.

Per tutti i motivi sopraelencati, prima che accada l’irreparabile le scriventi firme hanno richiesto l’intervento immediato da parte del Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per il Lazio, Abruzzo e Molise, al fine di valutare la legittimità degli ordini di servizio emanati dalla Direzione del carcere di Mammagialla, cosicché il personale di Polizia Penitenziaria e noi parti sociali, per quello che è possibile, possiamo ritornare a fare il nostro servizio e compiere il nostro ruolo istituzionale in serenità.

SINAPPE

FSA CNPP

CGIL

SIPPE

 

 

 

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