Manca l’interprete. Processo rinviato per l’indiano che uccise a sgabellate il compagno di cella

Nuova udienza il 23 gennaio. Imputato è un 34enne indiano accusato di aver ucciso otto mesi fa un compagno di cella nel carcere di Mammagialla

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mammagialla

Prima udienza in Corte d’assise rinviata al 23 gennaio prossimo per il 34enne indiano accusato di aver ucciso a Mammagialla, la notte tra il 29 e il 30 marzo 2019, il compagno di cella. Il rinvio è stato causato dalla mancanza dell’interprete di lingua punjabi.

Per la procura Giovanni Delfino – il viterbese di 62 anni detenuto per scontare una condanna per minacce e resistenza a pubblico ufficiale – fu ucciso a colpi di sgabello in carcere dal compagno di cella. Il 34enne Sing Khajan è stato scortato in aula dalla penitenziaria di Rebibbia. Sono pronti a costituirsi parte civile sette familiari della vittima. L’imputato è difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro del foro di Civitavecchia, e deve rispondere dell’accusa di omicidio volontario.

Ebbene, circa otto mesi fa, dopo un diverbio per un accendino, l’indiano avrebbe massacrato con uno sgabello il compagno di cella. Delfino fu trasferito inutilmente in ospedale e morì a causa delle gravi lesioni al cranio e al viso.

Ieri si è aperto il dibattimento in Corte d’assise, ma c’è stato il rinvio. L’imputato sembra essere affetto da disturbi psichiatrici e non sarebbe stato nuovo a comportamenti violenti in passato.

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