Dopo il sit-in le varie sigle sindacali hanno indetto una conferenza stampa

Manifestazione dei sindacati contro la Asl, Gubiotto: “Questo è solo l’inizio, i problemi sono nati con Zingaretti”

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Quello di oggi sembra essere solo il primo round tra sindacati e Asl, difatti Egidio Gubiotto (segretario della CONF. A.E.L.) ha annunciato: “Non ci fermeremo, la manifestazione di oggi è solo l’inizio. Se la situazione non cambierà non escludo si possa sfociare in uno sciopero”.

Al sit-in erano presenti diverse sigle, oltre alla CONF. A.E.L. c’erano anche Ugl, Nursind e Nursing Up, e tutti i responsabili hanno detto la loro a riguardo della redistribuzione dei fondi, una questione avvolta da molte ombre.

Da sinistra a destra Emanuele Principali, Egidio Gubiotto, Alessandro Schilirò e Mario Perazzoni

Stando a quanto dice Gubiotto, nella riunione convocata ieri mattina la direzione generale della Asl avrebbe “approvato la delibera pubblicandola mentre noi (i sindacati n.d.r.) non c’eravamo. Una cosa scorretta, per non usare altri termini”.

Sempre il sindacalista prosegue e afferma: “La delibera va a vantaggio di pochi e ne penalizza troppi, guarda caso i premiati sono quasi tutti i segretari provinciali degli altri sindacati non presenti”.

Nello specifico viene contestato alla Asl di aver distribuito in maniera non omogenea il milione di euro proveniente dai fondi stanziati alla sanità: 500mila euro da ripartire tra circa 150 persone e la restante metà da ripartire tra 2500 lavoratori. “Uno scandalo”, tuona Gubiotto.

Ha preso la parola anche il segretario provinciale della Ugl Emanuele Principali che, oltre a condividere quanto detto da Gubiotto, fa luce sulla condizione in cui sono costretti a lavorare gli operatori nella Tuscia: “I lavoratori vengono penalizzati sia dal punto di vista

Il segretario provinciale della Ugl Emanuele Principali con al suo fianco quello della CONF. A.E.L. Egidio Gubiotto

della carriera che da quello economico. Altro aspetto riguarda le aggressioni che spesso subiscono i sanitari in reparti a rischio come il sert e il pronto soccorso, bisogna dire basta e mettere in campo misure di prevenzione adeguate”.

Successivamente sono intervenuti anche Nursind e Nursing Up attraverso i propri segretari Alessandro Schilirò e Mario Perazzoni. Entrambi hanno contestato fortemente la linea dell’azienda. “Facendo uscire i bandi definitivi hanno dimostrato di non voler riacchiappare una situazione degradata”, questa l’opinine di Schilirò.

Usa termini più tecnici Perazzoni: “Secondo loro la delibera è frutto di una contrattazione decentrata all’interno della Asl, in questa trattativa ci sono 40 persone dell’Rsu e 7 sindacati. Durante la votazione l’Rsu si è astenuta perchè non aveva la maggioranza, Cgl, Cisl e Uil hanno dato tre voti, mentre 4 sindacati su 3 hanno votato contrari, il che vuol dire che non hanno più neanche la maggioranza”.

Alessandro Schilirò (Nursind) e Mario Perazzoni (Nursing Up)

“L’Rsu è formata da chi in futuro sarà coordinatore o posizione funzionaria, ed in questa trattativa hanno pensato solo ai loro interessi, non a quelli dei lavoratori”, questo è quanto riferisce sempre Perazzoni.

Su quando questi problemi siano nati Gubiotti non ha dubbi: “Tutto è nato con l’amministrazione Zingaretti, in 45 anni di sindacato non ho mai visto comportamenti simili”.

Aspettando possibili evoluzioni intanto i sindacati hanno confermato la volontà di creare un tavolo di discussione alla presenza del sindaco Arena e del prefetto Bruno, una nuova battaglia politica bussa alle porte per il Comune?

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