Il presidente Paolo Bianchini: "Ci hanno fatto passare per menefreghisti, evasori, ma non hanno lavorato un solo giorno in vita loro"

Manifestazione nazionale del MIO a Roma: “A Conte chiediamo decisioni rapide, concrete e di ascoltare chi lavora”

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Manifestazione nazionale del MIO (Movimento Imprese e Ospitalità) questa mattina nella centralissima Piazza del Popolo, a Roma. Da tutta Italia sono arrivati per chiedere maggiori tutele da parte del Governo per le partite iva e per protestare contro le misure stringenti imposte per contrastare la diffusione del Covid-19.

Discorso finale di Paolo Bianchini, presidente MIO

Durante il discorso di chiusura dell’evento, il presidente MIO Paolo Bianchini ha affermato: “Ci hanno fatto passare per menefreghisti, per coloro che si dovevano reinventare il lavoro, per evasori, ci hanno detto di tutto, ma noi siamo qui per testimoniare un’esperienza che è cultura del made in Italy e che parte dai piccoli produttori, per tutti coloro che non sono con il cappio al collo della grande distribuzione”.

In merito all’incontro di domenica scorsa con il presidente Conte, Bianchini ha aggiunto: “Ci siamo sentiti dire dal premier che noi siamo in guerra, ed è vero, però non hanno detto anche che ci hanno mandato al fronte a fermare le pallottole con le mani. Sono otto mesi che abbiamo iniziato la nostra battaglia – prosegue – tutto a partire da un gruppo Facebook”.

Riguardo a coloro che l’hanno criticato per la pregressa esperienza come consigliere al Comune di Viterbo, il presidente del MIO ha spiegato di essersi dimesso il 28 marzo per “mettere la faccia” in questa nuove esperienza. “Forse è proprio grazie a quello che parlo con ministri e sottoministri che non hanno mai lavorato in vita loro e non sanno che significa avere una partita iva”, ha poi aggiunto.

Una situazione che si complica sempre di più giorno dopo giorno e che costringe le attività a vivere sul filo di lana. “Noi oggi non siamo più i figli del benessere, ma di una crisi economica”, spiega Bianchini. Da qui le richieste al Governo: “Un contributo di solidarietà per le piccole e medie imprese e venti miliardi di euro di fondo perduto, oltre a una riforma fiscale che consenta di ripartire nel 2021”.

“Ad oggi i nostri dipendenti devono ancora ricevere la cassa integrazione – ha proseguito Bianchini – mercoledì marceremo sotto l’Inps per ricordare a Tridico che tutti i soldi promessi non sono arrivati. A Conte ho chiesto decisioni rapide, concrete e di ascoltare chi lavora tutti i giorni in bar, pizzerie, ristoranti, laboratori artigianali e tutte quelle attività che fanno il tessuto dell’Italia”.

“Non si assumono la responsabilità d aver ammassato persone sui mezzi pubblici, ma se la sono presa con noi perché è più facile”, ha concluso Bianchini.

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