Don Luca Scuderi ha concelebrato i funerali di Manlio Andreocci

Quel gesto duro non oscuri venticinque anni di bellezza, coraggio e passione

"Non sapremo mai - continua il testo - il perché della sua scelta, ma 25 anni di bellezza, coraggio e passione, non possono e non debbono essere ridotti in un gesto duro e feroce"

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Si sono svolti i funerali del caro Manlio Andreocci. Tanta gente. Tanti giovani e tanti lucciconi agli occhi di ragazze e ragazzi. Il padre e la madre composti accanto alla bara ma attertiti dal dolore per la grave perdita. La famiglia ha voluto indirizzare tramite don Luca Scuderi un messaggio, per fare conoscere meglio questo loro meraviglioso figlio.
Lo trasciviamo tutto: “Dieci giorni devastanti, bisogna però parlare di gioia, della felicità di avere conosciuto un ragazzo, un uomo, curioso delle cose disparate che fossero scienza o di quotidiana vita, non banale nel pensare, e capace di indignarsi di fronte all’ingiusto e all’illogico. Desideroso di donare e gustare la vita.

Alcuni, tra cui i giornali di cui abbiamo letto con dolore, hanno dato spiegazioni semplici ed errate, ritardo e difficoltà negli studi, purtroppo perdiamo un uomo prossimo alla laurea con pieni voti, pieno di passione e dedizione. Non sapremo mai – continua il testo – il perché della sua scelta, ma 25 anni di bellezza, coraggio e passione, non possono e non debbono essere ridotti in un gesto duro e feroce. I suoi organi sono stati donati ridando gioia e vita ad altre persone, ad un bambino; l’ultimo suo regalo scelto e voluto tanti anni fa iscrivendosi all’Aido. Venticinque anni che hanno avuto un senso, nelle relazioni che ha intessuto con la famiglia, con gli amici, cogli Scout, con i compagni di università e con tutti coloro che ringraziamo per la vicinanza. Sappiate ricordarlo nel modo migliore, siate sempre curiosi, mai banali, sempre gentili. Siate sempre accoglienti”. Con questa frase termina il messaggio della famiglia. Don Luca Scuderi lo ha letto tutto durante l’omelia: ne valeva la pena.

Alle esequie presente un folto gruppo di Scout con in testa il Consigliere comunale Moricoli il quale mi ha detto: “Era anche lui uno Scout da quando aveva otto anni”. Se ne va un altro viterbese bravo. Ma la sua anima già ci sta guardando. Oggi sarà stato contento di vedere tanti giovani e meno giovani commossi e con i lucciconi agli occhi.

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