Il Presidente del Consiglio si scaglia duro su Erdogan dopo il sofagate, "con questi dittatori si deve essere franchi"

Mario Draghi duro su Erdogan, il premier italiano non le manda a dire

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La visita in Turchia di fronte a sua maestà Recep Tayyip Erdoğan da parte del presidente del Consiglio europeo Charles Michel e della presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen ha avuto l’effetto opposto di quello che ci prospettava. L’obiettivo del colloqui istituzionale era infatti rilanciare i rapporti tra Turchia e Unione europea.

Ma giunti al momento clou, di fianco al Presidente turco c’era una sola sedia per due persone. Dopo un attimo di esitazione, Michel si è seduto costringendo Ursula Von del Leyen ad accomodarsi in disparte sul divanetto. Se Michel ha tralasciato completamente le “regole” della galanteria nostrana, è ben peggiore la “casualità” che ha portato la Presidente della Commissione UE a sedersi lontano dalle due figure maschili. Ricordiamo che la Turchia, non poco tempo fa (20 Marzo), ha deciso di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul sulla violenza sulle donne.

A sinistra (sul divano) Ursula Von der Leyen, a destra Recep Tayyib Erdogan con, al suo fianco Charles Michel

La condanna è arrivata unanime da tutti i rappresentanti del mondo occidentale. E il Premier del Belpaese non è stato da meno. Mario Draghi, prima ha espresso parole di vicinanza alla Von der Leyen: “Non condivido assolutamente il comportamento del presidente turco Erdogan, mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che la presidente Von der Leyen ha dovuto subire”. Poi è partito all’attacco del Presidente turco: “Ma con questi, chiamiamoli per quel che sono dittatori, di cui però si ha bisogno uno deve essere franco nell’esprimere la propria diversità di vedute, di opinioni di vedute della società”.

Il Presidente del Consiglio italiano ha così mostrato i muscoli, scegliendo di non asservirsi a quella Turchia così lontana dalla cultura europea. Ha preferito condannare subito e senza mezzi termini le metodologie di Erdogan, specificando la distanza di opinioni e di vedute della società che li divide.

La Turchia è strategicamente importante per l’Europa, lo sappiamo e si prova da tempo a farla entrare in UE. Ma non si può snaturare la società civile che è stata costruita in questi anni inserendo un paese come la Turchia, che di civile ha ben poco.

 

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