Marito ubriaco tenta di molestare la moglie, condannato a sette mesi

Condannato a sette mesi per violenza rumeno alcolista. La donna lo perdona e ritira la querela, ma i giudici procedono d’ufficio

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tribunale di viterbo
Il tribunale di Viterbo

Sette mesi per aver violentato la moglie. Un rumeno – già condannato in passato per aver palpeggiato una donna e ora in terapia di recupero in quanto alcolista – è stato punito dal collegio presieduto dalla giudice Silvia Mattei. Ha testimoniato la persona offesa, la moglie rumena, che ha raccontato dell’episodio avvenuto nel dicembre del 2014. “Eravamo sul divano e voleva fare sesso. Mi tolse la maglietta ma lui era ubriaco e io non volevo”. Per questo, la moglie si alza e esce di casa seminuda. La vedono i vicini che la coprono, dandole conforto. Chiamano anche i carabinieri. I fatti sono accaduti a Bassano Romano. I militari accorsi erano di Ronciglione.

Arrivano e arrestano il 50enne rumeno, che quando beveva si trasformava, come ha testimoniato la moglie: “Quando era in quelle condizioni per me era meglio andarmene: beveva molto e poi diventava violento, e io ci rimettevo”. Da qui, l’uomo è finito in manette per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia.
Il pubblico ministero Chiara Capezzuto ha chiesto due anni e mezzo di reclusione. Lui prima che i tre giudici – a latere Elisabetta Massini e Giacomo Autizi – entrassero in camera di consiglio per decidere la sentenza, ha chiesto scusa e ha detto della moglie: “E’ una brava donna e non si merita quello che ho fatto”. Poi, la donna ha rimesso la querela (“Non voglio rovinarlo, proprio ora che si sta curando dall’alcolismo”). Quindi, il collegio ha condannato l’uomo a sette mesi per la violenza. I maltrattamenti sono stati derubricati in percosse, reato estinto per prescrizione.

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