Riceviamo e pubblichiamo

Markers tumorali, la replica della Asl di Viterbo a USB

In merito alla nota trasmessa dalla organizzazione sindacale USB agli organi di stampa, dal titolo “Sanità, malati oncologici costretti a rivolgersi al privato”, la Asl di Viterbo precisa quanto segue.

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dottore

In merito alla nota trasmessa dalla organizzazione sindacale USB agli organi di stampa, dal titolo “Sanità, malati oncologici costretti a rivolgersi al privato”, la Asl di Viterbo precisa quanto segue.

Solo nel 2018, in tutte le sedi aziendali preposte, sono stati eseguiti 62842 test per markers tumorali richiesti dai cittadini assistiti della Tuscia, su un totale di circa 2milioni e 500mila esami di laboratorio effettuati.

Come è noto, per tali tipologie di prestazioni non ci sono tempi di attesa. Nello specifico, gli esiti dei markers tumorali vengono comunicati, in media, entro 3 giorni dal prelievo del sangue.

Questi numeri sono facilmente verificabili e trovano conferma anche nei feedback positivi che l’azienda quotidianamente riceve dai cittadini e dalle associazioni di volontariato impegnate in ambito oncologico.

Dopo aver eseguito i dovuti approfondimenti, il marker tumorale a cui si fa riferimento nella nota USB è la Cromogranina A, utilizzata principalmente in alcuni centri di riferimento per la diagnosi delle neoplasie neuroendocrine, tumori non molto frequenti. Le richieste per questo specifico marker possono variare da 10 a 15 ogni anno, considerando anche che lo stesso paziente ne può richiedere più di uno nei 12 mesi. Ciò, vale la pena tornare a ripetere, a fronte di oltre 60mila markers tumorali eseguiti ogni anno.

L’azienda sta verificando la fattibilità di implementazione anche di tale ulteriore esame. Tuttavia, ciò che risulta inaccettabile è che, a fronte di un caso specifico ed eccezionale, USB scelga di generalizzare lo stesso diffondendo consapevolmente tra la popolazione un messaggio deviante e lontano anni luce dalla realtà dei fatti.

Nell’ottica della collaborazione che intercorre con la Asl di Viterbo, se fosse stato richiesto un approfondimento puntuale circa le problematiche riscontrate dall’utente, sarebbe stato possibile analizzare la questione, individuare le possibili soluzioni e orientare l’utente stesso verso il migliore percorso di presa in carico del bisogno di salute.

L’azienda, inoltre, invita il sindacato a considerare il servizio sanitario locale un bene della collettività che non può, e non deve, essere strumentalizzato per fini politici. In quanto, note come quella trasmessa nella giornata di ieri, del tutto immotivate nel merito e facilmente confutabili nei fatti, indipendentemente dall’obiettivo contingente che intendono perseguire, nel lungo periodo finiscono per produrre un danno di immagine all’azienda, ai suoi professionisti, con un conseguente calo di fiducia da parte dei cittadini, i quali acquisiscono per certe informazioni parziali o, spesso, anche non veritiere.

 

ASL VITERBO

UFFICIO STAMPA, COMUNICAZIONI ISTITUZIONALI E AZIENDALI

 

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