Lunghe file per Viterbo e transumanza di cittadini per trovare un'edicola aperta

Mascherine gratis, ma sono i soliti “stracci”: rivolta dei viterbesi

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Molte edicole chiuse, lunghe file e “stracci” al posto delle tanto attese mascherine: la rivolta dei viterbesi è partita via social con immagini e video condivisi da molte persone indignate per la situazione.

In tantissimi si sono recati oggi presso le poche edicole rimaste ancora aperte, dove erano state consegnate le mascherine da donare gratuitamente per ogni famiglia, ma tanti sono stati i problemi riscontrati.

All’infuori degli assembramenti provocati dalle file, anche la “consegna” non è stata delle migliori, con i famosi “stracci” che sono stati passati da mano mano, senza alcuna protezione.

“Nessuna protezione singola, toccate con mano e magari con qualche sputacchio sopra”, questo il commento di una cittadina estremamente contrariata sui social.

“Chissà da dove provengono?”, si chiedono in molti, ma una risposta – a giudicare dalle immagini diffuse sui social – è scontata: gli attesi dispositivi di protezione sono gli stessi “stracci” che la Regione aveva rifilato ai Comuni giorni fa (come poi ha confermato lo stesso sindaco).

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