Massiccia adesione allo sciopero dei metalmeccanici dell’indotto Enel

Già convocato per venerdì pomeriggio dal sindaco Tedesco un tavolo con imprese, lavoratori ed Enel. Impegno anche del consigliere regionale De Paolis

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Circa il 100% dei metalmeccanici hanno aderito ieri allo sciopero di 8 ore indetto dai sindacati Filcams Cgil e Uilm Uil. E i lavoratori, almeno un centinaio hanno deciso di non restare a casa ma di fermarsi davanti ai cancelli della centrale a carbone di Torre Valdaliga nord, dove hanno ricevuto la visita dei Ernesto Tedesco accompagnato dalla consigliera Fabiana Attig. “Ho voluto dare ai lavoratori la solidarietà del Comune, e intendo dell’intera Amministrazione facendomi quindi portavoce di tutti. Ritengo che, quando si tratta di occupazione, non possano esserci distinzioni ed in tal senso sarò ben felice se una rappresentanza dei metalmeccanici sarà presente giovedì al primo Consiglio comunale del mio mandato. Ho voluto – ha aggiunto il sindaco – però anche dare la notizia di aver convocato, per venerdì alle 15,30 all’aula Calamatta, il tavolo istituzionale permanente del lavoro, cui i lavoratori parteciperanno insieme a rappresentanze di Enel, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria, dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, oltre ai parlamentari e consiglieri regionali del territorio e ai consiglieri comunali. Era un impegno che avevo già preso e sarà l’occasione per ribadire i programmi che abbiamo in particolare sulle energie rinnovabili: vogliamo candidarci a città pilota sperimentale, dove si possa dimostrare che lo sviluppo sostenibile non solo non diminuisce, ma crea nuovo lavoro. Aspetti dei quali intendiamo occuparci ad un tavolo alla presenza del governo. Intanto, però, c’è da difendere questi posti di lavoro ed è quello che intendiamo fare nelle prossime ore”. Sul posto a portare la solidarietà della Pisana ai lavoratori anche il consigliere regionale Gino De Paolis che ha ribadito l’impegno ad avviare un tavolo alla Regione aperto e permanente per affrontare la grave crisi che riguarda il futuro di centinaia di lavoratori.
“Sono molto preoccupato per il territorio e per le ricadute occupazionali – ha detto De Paolis – che la dismissione, pur giusta, della centrale potrà avere se non si accompagna con serietà un processo di riconversione e di “restituzione” alla città. In questo contesto preoccupa anche la fase di transizione. Non vorremmo che alla progressiva dismissione in atto si accompagni una più blanda attenzione ai controlli con il conseguente aumento dei rischi, per la salute dei lavoratori e della cittadinanza. Serve massimo trasparenza, serve massima serietà”. Intanto per venerdì mattina i sindacati hanno già indetto, durante le altre 8 ore di sciopero, un’assemblea dei lavoratori.

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