Maxi sequestro da 3 milioni di euro. Confiscati beni a un 41enne residente a Monterosi

Operazione congiunta tra Polizia e Guardia di finanza. Analizzata, per oltre un anno, la posizione patrimoniale e finanziaria dell'uomo

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Autovetture di lusso, una villa con terreno attiguo, moto, conti correnti, orologi Rolex e preziosi per un valore di 3 milioni di euro.

Sono i beni confiscati a Riccardo Radicchi, 41enne originario della provincia di Roma ma da anni residente a Monterosi.

Una storia criminale importante alle spalle, anche come trafficante di stupefacenti, collegato al clan calabrese Vadalà e con legami con i Fasciani di Ostia e contatti con il clan dei Casamonica.

Il questore Massimo Macera evidenzia l’importanza dell’operazione. “E’ la prima volta che si esegue un sequestro patrimoniale in provincia di Viterbo. Una misura che, spogliando dei beni le consorterie criminali, non consente loro di continuare a operare”.

Come specificato dal dirigente della divisione anticrimine della Polizia, Paolo Volta: “L’aggressione ai patrimoni è la priorità. Gli accertamenti, nella fattispecie, sono iniziati oltre un anno fa a seguito di un monitoraggio costante che si effettua su soggetti criminali noti”.

A dare il via all’indagine le incongruenze rilevate tra la posizione economica e finanziaria del Radicchi e il reale tenore di vita.

Oltre al fatto che l’uomo era noto come criminale economico da almeno 10 anni. Come sottolineato dal comandante provinciale della Guardia di finanza Andrea Pecorari. “Non pagava tasse e dichiarava redditi irrisori. Ma la stratificazione di ricchezza, anno dopo anno, diventa visibile”.

Tanto che il Radicchi, per giustificare almeno una parte della ricchezza accumulata, aveva creato una società che operava nella ristorazione e somministrazione, negli investimenti immobiliari e nella compravendita di preziosi.

Una Srl, di cui era titolare al 50%, sul cui conto bancario – aperto nel febbraio 2018 e chiuso ad agosto dello stesso anno – sono transitati una quarantina di bonifici di investitori privati, probabilmente ignari che si trattasse di una società fittizia, per un totale di 2,3 milioni di euro.

Dettagli forniti dal maggiore della Finanza Rosario Masdea.

Per il 41enne residente a Monterosi è scattata la misura della sorveglianza speciale, a cui era già stato sottoposto anche precedentemente all’operazione odierna.

Il questore Macera, dichiarando che altre persone sono attualmente monitorate ma al di fuori dell’operazione odierna, tiene a rimarcare: “Su Viterbo allo stato ci sono addentellati e collegamenti con clan malavitosi ma non c’è alcun radicamento mafioso”

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