Meditazione, elisir di benessere e lunga vita. Gli specialisti consigliano…

Studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia di questa pratica orientale per combattere ansia, depresssione e irrobustire le difese immunitarie dell’organismo.

315
Meditazione

Per molto tempo la medicina tradizionale è stata scettica sugli effetti delle tecniche orientali di meditazione. Fino agli anni 50 erano praticate essenzialmente dai monaci. Poi con i Beatles furono conosciute dal largo pubblico e negli anni più recenti, calciatori e attori, a cominciare da Roberto Baggio e Richard Gere, contribuirono alla loro diffusione.

Le tecniche di meditazioni sono entrate anche nel pratimonio quotidiano dei businessmen e dei big della finanza che hanno scoperto il potere rilassante e di aiuto alla concentrazione. Le pratiche orientali meditative migliorano l’attenzione, le abilità cognitive e la memoria, e riducono l’ansia e i sintomi depressivi. Persino Dmitry A. Medvedev, primo ministro della Federazione Russa, ha rivelato di far ricorso alla meditazione.

La ricerca scientifica ha scoperto che queste pratiche oltre a favorire il benessere psicologico, possono prevenire e curare molte malattie. Tant’è che sono entrate anche negli ospedali con molte applicazioni: dal controllo del dolore all’immunologia, dalla cura dell’ipertensione al rallentamento del declino cerebrale.

I primi studi sulla funzione terapeutica risalgono a una trentina di anni fa ad opera di Jon Kabat Zinn che fondò il Center for Mindfulness all’University of Worcester (Uk). Alla Brown University di Providence (Usa) e al MIT di Harvard sono stati effettuati studi sugli effetti analgesici, dimostrando che la meditazione è in grado anche di regolare la percezione delle sensazioni sgradevoli.

Altre ricerche hanno dimostrato gli effetti positivi sugli ipertesi e coloro che soffrono di patologie cardiache legate a situazioni di forte stress. Inoltre sarebbe un valido aiuto per gli anziani che spesso vanno incontro a depressioni causate dalla solitudine e dalle malattie.

Ma quanto bisognerebbe esercitare queste pratiche meditative? Secondo gli studi basterebbero anche solo 20 minuti al giorno e dopo un paio di settimane si potrebbero sperimentare i benefici. Secondo l’American Journal of Psychiatry dedicare un po’ del proprio tempo giornaliero a questo percorso interiore, aiuta a ridurre i sintomi degli attacchi di panico.
Il premio Nobel per la medicina, Elisabeth Blackburn, è convinta che i nostri pensieri e la meditazione possono influenzare lo stato di salute del DNA e la velocità con cui invecchiamo.

A questa ricercatrice si deve la scoperta della telomerasi, un enzima che protegge il DNA dall’invecchiamento attraverso i telomeri, una sorta di “cappucci protettivi” posizionati alle estremità dei cromosomi. Con il passare degli anni il DNA va incontro a progressivi deterioramenti che causano l’invecchiamento del corpo. I telomeri che hanno il compito di evitare la perdita di informazioni durante la duplicazione dei cromosomi, con il tempo perdono la loro efficacia e non riescono ad impedire alcuni errori nella duplicazione del DNA.

La scienziata ha scoperto che nelle persone abituate a meditare l’attività della telomerasi è significativamente più alta. Questo farebbe dedurre che in tali soggetti i processi di protezione dall’invecchiamento sono molto più attivi. Ma su questo i ricercatori vanno cauti.

Contrariamente a quello che si pensa per meditare non occorre essere immersi nella natura, in un paesaggio verde le notano dal rumore cittadino. Si può meditare ovunque perché il fulcro della meditazione è la consapevolezza che ci porta nel momento Qui e Ora eliminando conflitti tra quello che siamo e quello che vorremmo essere e mettendo il corpo e la mente in un atteggiamento di tranquilla presenza mentale.

La pratica di meditazione consapevole, la mindfulness meditation, può essere esercitata anche durante una camminata. Basta concentrarsi sul proprio respiro, rivolgendo lo sguardo a ciò che si incontra, rimanendo concentrati sul momento presente, senza rincorrere pensieri diversi.

La sensazione sarà quella di scoprire il nostro corpo che respira come se fosse la prima volta nella vita. L’ansia si calmerà e le preoccupazioni sembreranno più distanti in una condizione di rilassatezza piacevole.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui