E' l'appello rivolto alla Provincia affinché convochi un tavolo per discutere l'impatto del progetto sul territorio

Mega parco eolico a Tuscania, Ciambella: “Urge confronto tra istituzioni, associazioni e le società interessate”

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Paesaggio tra Pian di Vico, San Giuliano e il Formicone, interessato a una parte del mega parco eolico [foto di Adrian Moss]

La Tuscia individuata come terra di conquista dalle società operanti nel settore delle rinnovabili.

Piovono le richieste di autorizzazioni per installare impianti con il grande rischio di snaturare e devastare porzioni di territorio e di compromettere un patrimonio paesaggistico rimasto integro e inalterato nel tempo.

Luisa Ciambella torna ad accendere i riflettori sul progetto del mega parco eolico a Tuscania.

“16 turbine di altezza pari a 250 metri ciascuna, 105 osservazioni inviate a novembre al Ministero della Transizione ecologica da associazioni ambientaliste, agricoltori, imprenditori del turismo e semplici cittadini preoccupati per il possibile impatto dell’opera. Per un totale, tra vecchie e nuove, di 265 osservazioni” rammenta la Ciambella.

Non solo, anche “un’interrogazione parlamentare presentata da 4 senatori del Gruppo Misto, un articolo a tutta pagina sul Corriere della Sera, a firma di uno dei più autorevoli giornalisti italiani: Gian Antonio Stella”.

“Eppure – rimarca – a livello locale sul progetto di mega parco eolico a Tuscania non si registra nessun dibattito e nessuna presa di posizione da parte di politici e amministratori. E’ evidente che per dimensioni l’opera interessa un territorio molto più vasto rispetto a quello di Tuscania o dei comuni limitrofi. Eppure, come dicevo, al di là di qualche rara voce, a regnare è il silenzio”.

“Auspico che tutte le 265 osservazioni vengano lette e valutate con la massima attenzione da chi dovrà decidere se autorizzare o meno il progetto”.

Luisa Ciambella inoltre lancia un appello “affinché sulla concentrazione di impianti per le rinnovabili industriali che sta generando una vera e propria trasformazione del nostro territorio, la Provincia di Viterbo convochi urgentemente un tavolo di confronto tra istituzioni, cittadini, associazioni e le stesse società proponenti, nelle modalità consentite dall’emergenza pandemica”.

 

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