Un sindaco donna per Viterbo, una svolta storica

Meno cinque, corsa all’ultimo voto per le due lady al ballottaggio

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Meno cinque. Venerdì si concluderà la sessione d’appello per le due candidate al ballottaggio.

In rigoroso ordine alfabetico: Chiara Frontini del Patto civico e Alessandra Troncarelli del centrosinistra.

La sfida è ora entrata nel vivo. In palio il governo di una città allo stremo, allo sbando in diversi ambiti: dal sociale alla sicurezza, al degrado imperante, a uno sviluppo economico e turistico sempre agognato, e refrain abusato in decenni di campagne elettorali, e sempre al di là da raggiungere.

Ma, per non indulgere nello sport più praticato dai viterbesi – polemizzare e lamentarsi sempre e comunque, spesso purtroppo a ragione -, stavolta vogliamo dotarci di lenti rosa.

Auspicando che Viterbo il 26 giugno nelle urne compia la scelta migliore, questa competizione segna una svolta storica in una città immota come i suoi monumenti.

Per la prima volta sono state le donne a guidare la partita elettorale, ben quattro in campo.

Ed ora a contendersi lo scranno più alto di Palazzo dei Priori sono rimaste in due. Due donne ed entrambe giovani.

Una vera rivoluzione per Viterbo. Una situazione che solo quattro anni fa, nonostante una delle due attualmente in sfida abbia sfiorato il traguardo, sembrava quasi impensabile.

Il primo passo è stato compiuto, ora c’è solo da compiere il prossimo, quello più significativo, perché Viterbo possa davvero risollevarsi da decenni di stagnazione.

 

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