Si è passati dagli 11,2 miliardi del 2013 ai 22,5 del 2019, anche stavolta il Pd avrà la scusa pronta?

Mentre la magistratura indaga su Fontana, Zingaretti e Panunzi raddoppiano il debito del Lazio

373

Prima le Rsa, poi i camici. Mentre la magistratura cerca in ogni modo di affondare Fontana (governatore di una Regione senza la quale il Pil italiano potrebbe essere paragonato a quello dei Paesi est-europei e che, a differenza di molte altre, continua a fare investimenti sostanziosi e mirati nei settori strategici), nel Lazio di Zinga e Panunzi il debito pubblico è schizzato alle stelle toccando la cifra monstre di 22,5 miliardi di euro.

E attenzione, il bilancio a cui facciamo riferimento è quello chiuso nel 2019. Il che vuol dire che tra emergenza Covid e mascherine fantasma pagate a peso d’oro (14 milioni provenienti da fondi pubblici) il bilancio 2020 sarà ancor più impietoso.

Quando nel 2013 Zingaretti diventò per la prima volta Presidente della Regione, il Lazio aveva un debito di 11,2 miliardi. Evidentemente i 9 miliardi di euro che il Ministero dell’Economia erogò tra il 2013 ed il 2015 hanno contribuito a far alzare il debito. La Regione dovrà infatti restituire i 9 miliardi con piani trentennali, perciò dietro i conti di Zinga si andava a nascondere un disavanzo di quasi 10 miliardi ma lui, inspiegabilmente, sembra non averlo calcolato. Eppure quei piani trentennali si abbatteranno come una scure non solo sulla sua gestione, ma anche su quella dei suoi successori. Forse lui e la sua giunta si aspettavano che la Regione riuscisse ad avere delle entrate più consistenti, ma purtroppo, complice l’inadeguata gestione del turismo e gli investimenti fatti per cose di dubbia importanza, così non è stato.

Insomma, il segretario Dem bocciato in economia. E lo scenario, come detto, appare ancor più catastrofico in previsione del 2020, quando i 14 milioni delle mascherine dovranno in qualche modo essere giustificati e si andranno ad aggiungere anche le spese dovute alla battaglia ospedaliera contro il Coronavirus, oltre al disastroso pronto cassa “Fare Lazio”.

Ovviamente chi dovrà rimediare agli errori di calcolo di Zinga saranno tutti i laziali, chissà quali nuove tasse si inventeranno dagli uffici della Pisana. L’importante è che il maldestro Presidente non pensi di fare ulteriori debiti, altrimenti le ripercussioni saranno catastrofiche ed anche gli aiuti dello Stato saranno insufficienti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui