“Mentre si pensa al Festival di Sanremo, a pagare sono sempre gli stessi”

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Giallo, arancione, rosso: un arcobaleno di colori, da una settimana all’altra, che ormai si trascina da mesi e rischia di mandare in tilt, definitivamente, economia e sistema sociale.

Il sovrapporsi ininterrotto di regole, restrizioni, contro-regole che sostituiscono le precedenti, sta mettendo a dura prova interi comparti produttivi, in primis la ristorazione.

Esemplare, al riguardo, l’analisi di Iside De Cesare, una delle poche chef stellate in Italia, titolare di un esclusivo ristorante a Trevinano, al confine tra Lazio e Toscana.

“Da oggi (ieri n.d.r.) quasi tutta l’Italia in giallo, dopo il passaggio all’arancione fatto di domenica togliendo una giornata di lavoro, il passaggio al giallo di lunedì.

Poi il monito, dovete comportarvi bene perché altrimenti tra 15 giorni si torna arancioni. Ma dovete chi? I ristoranti i bar, il settore turistico e della cultura, stanno pagando un prezzo altissimo.

In giro vedi comportamenti sconsiderati che non avverrebbero in alcun locale pubblico. Poi senti parlare del problema Sanremo con pubblico in presenza … e a condire il tutto una crisi di governo che e’ quantomeno fuoriluogo.

Riassumendo bisogna comportarsi bene tutti, ma poi tranquilli perché tanto semmai a pagare sono sempre le stesse categorie che si sono peraltro fatte in quattro per mettere in sicurezza i propri locali.

Ps. Non sono polemica, sono scandalizzata”

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