Entro fine mese si incontreranno con l'assessora Mancini per valutare eventuali modifiche all'edizione 2020

Mercatino di Natale, gli ambulanti chiedono “Qualità, più artigianato e prodotti tipici”

331

Terminato il periodo delle feste si archivia anche il Mercatino di Natale. Ma non del tutto perché, ancora prima di smontare le casette, si stava già pensando all’edizione 2020. E prossimamente se ne parlerà in un incontro tra gli ambulanti e l’assessore allo sviluppo economico Alessia Mancini.

Intanto quest’anno il Mercatino si è presentato con una veste scenografica più accattivante. Restano però le perplessità su alcune tipologie di prodotti di scarso appeal sia in termini commerciali che di spirito natalizio. Dubbi espressi anche da alcuni degli ambulanti storici che vorrebbero un mercatino più caratterizzato in chiave natalizia. Quasi un ritorno al passato quando la presenza maggiore era costituita dai banchi degli artigiani. Negli anni molti sono stati sostituiti da stranieri che, per questioni culturali, vivono la manifestazione come mero momento commerciale alla stregua di quello che si tiene il sabato. E pertanto non ravvisano motivi per esporre merce diversa solo perché si svolge nel periodo natalizio.
Gli ambulanti locali, già costituiti in Consorzio, invece vorrebbero dare un’identità di qualità al Mercatino, farne un vero e proprio brand. Da promuovere con mirati battage pubblicitari.
Prevedendo anche banchi di prodotti tipici locali, un punto ristoro e magari anche un’area di accoglienza per i bambini.

Tutte cose fattibili che sembrerebbero andare nella direzione indicata già nel 2018 dall’assessore allo sviluppo economico Alessia Mancini. Sempre che si riescano a superare le remore e le riserve di una decina di stranieri sul totale dei 40 consorziati.
Oltre ai vari desiderata gli intervistati hanno anche tracciato un bilancio sull’andamento degli affari.

Andamento condizionato da diverse giornate di pioggia e vento. Ma anche da una minore affluenza di gente, e soprattutto di turisti. Addirittura qualcuno ha segnalato che gruppi di visitatori, arrivati con i bus turistici, dopo essere sbarcati al Sacrario sono stati dirottati verso piazza del Comune senza neanche uno sguardo al mercatino.
Di scarsa affluenza parla la signora Claudia che vende sciarpe, guanti, cappelli Made in Italy. “Un’edizione sottotono, il centro storico attira sempre meno. Noi siamo presenti qui da 25 anni e vediamo un continuo calo. Bisognerebbe apportare delle novità anche riguardo alle tipologia di merci in vendita ma, per questioni burocratiche, è complicato”.
“Lavoro ridotto di oltre la metà rispetto all’anno precedente” si lamenta la signora Fedeli che gestisce un banco di vestaglie e arredi per la casa.

Vestaglie Fedeli

Un appuntamento, quello del Mercatino, che per il signor Francesco si perpetua dal 1996. Lascia la sua Scalea per portare in piazza i prodotti tipici calabresi. Lui è sufficientemente soddisfatto di come sono andati gli affari “soprattutto nelle ultime due settimane” e delle migliorie apportate con gli allestimenti luminosi.

Bancarella di prodotti tipici calabresi

Ultimi giorni salvifici dopo un inizio in sordina anche per la signora Nancy e i suoi presepi etnici. “Abbiamo notato un calo di vendite. Forse perché ci sono stati meno turisti rispetto agli anni precedenti. Comunque tutto sommato qualcosa abbiamo salvato con le vendite degli ultimi giorni”.

La bancarella di presepi etnici

Basta attraversare la strada e spostarsi ai banchi nell’area vicina all’ex chiesa degli Almadiani e i commenti variano leggermente.

“Nei fine settimana gente c’è stata. Il problema è durante la settimana. Nei giorni di Natale ci sono stati diversi turisti – che hanno espresso elogi per la città – e in particolare il 26 dicembre, con i centri commerciali chiusi, abbiamo lavorato bene. In generale comunque un po’ di calo lo abbiamo registrato” dichiara il signor Giulio che ha una bancarella di borse. La sua famiglia è presente al mercatino “da quando ancora si veniva con i furgoni oltre 30 anni fa”. Prima delle attuali casette in uso da oltre quattro lustri. Pagate all’epoca, da ogni ambulante, attorno ai 10 milioni di lire.

E proprio le casette sarebbero tra le migliorie che il Comune starebbe prendendo in considerazione. Cosa che preoccupa gli ambulanti visto che sarebbero loro a doverne sostenere ancora una volta la spesa.
A svelare l’eventualità di possibili nuove casette è la signora Margot della Dallaiti Design di Tuscania che, comunque, ammette che la manifestazione “dovrebbe essere rivista selezionando meglio la tipologia di merce esposta. 30 anni fa quando abbiamo iniziato era davvero un evento che ospitava quasi esclusivamente artigiani”.

La bancarella Dallaiti

Lei è una degli ambulanti che dichiara di non potersi lamentare per come è andata. Anche se “quest’anno è stato più faticoso, c’è stata meno gente rispetto alla scorsa edizione. Fortunatamente possiamo contare su una clientela fidelizzata. Forse la manifestazione dovrebbe durare meno giorni ed essere maggiormente pubblicizzata”.
Suggerimento, quello di puntare su una campagna promozionale più intensa, che arriva anche dalla ditta Cordara di Tuscania presente da 40 anni in piazza del Sacrario.
Loro gongolano: “Siamo rimasti solo noi a vendere bigiotteria artigianale perché l’altro banco ha ceduto il posto a uno straniero. Abbiamo registrato un 20% in più”.
Oltre a intensificare la pubblicità, e a concordare sulle altre migliorie già citate, vedrebbero bene anche un angolo adibito a salottino, una casetta per le letterine a Babbo Natale e magari un teatrino di burattini per i più piccoli.

Proposte e idee che sottoporranno all’assessore allo Sviluppo economico Alessia Mancini nell’incontro previsto entro fine mese.

La bancarella Cordara

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui