L'Onorevole Claudio Borghi annienta il Governo in 20 minuti con il suo discorso. Il deputato Maggioni: "Siete i nemici del ceto medio", il grillino Coletti: "Ci sarà Governo tecnico"

Mes, in Parlamento è bagarre. Borghi massacra i giallorossi: “Oggi si decide tra patrioti e traditori”

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Seduta infuocata stamattina in Parlamento, si vota, come noto, sull’approvazione della riforma del Mes. In attesa del voto, che alla Camera sarà probabilmente favorevole, Claudio Borghi si scatena e massacra il Governo.

L’economista della Lega, intervenuto subito dopo il premier Conte, attacca brutalmente Gualtieri, 5 Stelle e Pd: “C’è un punto che deve essere chiarito, se noi oggi siamo qui per decidere che mandato dare al Presidente, c’è qualcuno che in assenza di questo mandato è andato in Ue è ha già dato l’assenza per il nostro Paese”. Il deputato fa riferimento al ministro Roberto Gualtieri: “Perché – si chiede nel giorno, 8 dicembre, del voto sul prestito europeo per la sanità – il ministro senza alcun mandato del Parlamento è andato lunedì all’Eurogruppo a dare l’ok per l’Italia alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità? E non mi dite che non c’era il tempo nelle scorse settimane perché si è parlato di omotransfobia e altro. Le deleghe al ministro dell’Economia andrebbero tolte immediatamente”.

Borghi conclude mandano una stoccata ai grillini: “Potevate rimanere nella storia come coloro che hanno difeso il Paese e invece votate questo scempio” che è “la riforma del Mes. Da oggi ci saranno i patrioti e chi verrà additato come traditore”.

E’ infine il deputato Maggioni a sotterrare definitivamente i giallorossi: “State facendo un’opera di mistificazione su questa riforma: il Mes ha in dotazione 700 miliardi, l’Italia ha contribuito con 125 miliardi, siamo in grado oggi di garantire questo impegno? Non abbiamo più capacità di bilancio sufficiente, per questo state cercando di vendere in Europa qualcosa che non esiste, mi ricordate Totò con la fontana di Trevi. State cercando di dire che la riforma va votata perché, in fondo, è priva di effetti e lei, presidente Conte, l’11 dicembre di un anno fa affermò che la posizione del Governo sarebbe stata coerente con gli indirizzi delle Camere. Bene, dalle Camere non è arrivato ancora nessun indirizzo, perché il ministro Gualtieri ha detto in Unione Europea che la approveremo? Il nostro Paese con questa riforma non potrà accedere alla linea di credito precauzionale ma a quella stringente, strangolante. Il che vuol dire che noi dovremo pagare interessi maggiori ed il backstop, il cosiddetto fondo di risoluzione, avverrà solo dopo il bail-in”. Maggioni conclude: “Governare non è il vostro mestiere”.

A prendere la parola è poi il pentastellato Colletti, che lancia quasi un anatema al premier: “Autorizzando l’approvazione alla riforma, la Bce nel 2022 si riterrà autorizzata a ridurre l’acquisto di titoli pubblici. Qualora dovesse succedere, un Governo tecnico si riterrà autorizzato a chiedere il Mes. E parlo di governo tecnico perché, caro presidente Conte, è risaputo che i congiurati non sono quelli che prendono posizione pubblicamente ma quelli che siedono con lei al tavolo, i suoi commensali”.

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