L'esponente pentastellato spiega quello che sembra un cambio di rotta del M5s

Mes, oggi il voto al Senato. Erbetti: “No al fondo salva Stati, sì alla revisione del meccanismo”

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massimo erbetti
Il consigliere Massimo Erbetti (M5S)

Mes, un acronimo che evoca scenari di crisi socio-economici ancora più devastanti di quelli che l’Italia sta vivendo negli ultimi 9 mesi a causa del Covid. Ma anche una questione politica che ha tenuto sulla graticola il Governo, ma soprattutto il suo ‘uomo solo al comando’ Conte.

A far tremare le vene ai polsi dell’avvocato del popolo soprattutto le discussioni interne al M5s, spaccato sul fondo salva Stati. Oggi avrebbe potuto essere una giornata campale – si vota in Senato sul Mes – ma, stando alle agenzie di stampa, la maggioranza già ieri pare abbia raggiunto un accordo condiviso. E la fronda dei senatori grillini No Mes sembra essersi notevolmente ridotta.

I pentastellati hanno sempre gridato un perentorio No al Mes, perché poi Di Maio ha invece invitato i suoi a serrare i ranghi sul Sì? Abbiamo chiesto lumi su quello che appare come un cambio di rotta, se non addirittura come un salto mortale all’indietro, al capogruppo 5s in Comune Massimo Erbetti.

“Resta assolutamente il No al Mes come linea di principio, Sì invece alla revisione dell’impianto. Che non si traduce automaticamente nell’accesso dell’Italia al fondo per avere i 36 miliardi che andrebbero alla Sanità. Anche perché paradossalmente in questo momento non ci servono dato che abbiamo gli oltre 200 miliardi del Recovery fund”.
Per spiegare meglio il ragionamento porta l’esempio del divorzio.

“Io ipoteticamente potrei anche essere contrario al divorzio ma non si può privare chi la pensa in maniera diversa di una libertà personale, quindi è più giusto partecipare alla revisione che regolamenta tale istituto. E così è per il Mes. Posso dire di no, che non ne usufruirò mai perché ritengo che sia un prestito con regolamentazioni capestro ma altri Stati europei potrebbero averne bisogno e allora perché non rivedere questa misura, rendendola più gestibile da parte delle Nazioni?”.

“Per questo, – prosegue Erbetti – pur essendo assolutamente contrario ad accedere al Mes, sono favorevole a dare mandato al ministro dell’Economia per una revisione dell’impianto”.
Il capogruppo pentastellato ha ben chiaro il timore che il fondo salva Stati genera.
“Il problema è che sino a oggi abbiamo tutti presente l’esperienza della Grecia. Se prendi i soldi del Mes poi devi obbligatoriamente fare riforme lacrime e sangue, devi affamare il popolo per restituire quel prestito”.

Secondo Erbetti “la revisione interessa proprio tale ambito. Perché una delle principali nuove regole da introdurre sarebbe quella di una seconda linea di credito, che a oggi non è possibile, per quei Paesi che non riescono a sopperire o a rientrare nel debito nei tempi e nei modi che impone l’Unione europea”.

“Diamoci la possibilità di riformare il fondo salva Stati al meglio. – ammonisce – Certo, non possiamo sapere come queste trattative andranno a finire ma non precludiamoci questa opportunità. Deve essere una questione ragionata, non ideologica” conclude.

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