“Mi piacerebbe sgozzarti”: minacce di morte al giornalista Magdi Allam

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Magdi Allam: nuove minacce di morte al giornalista che, da anni, vive a Fabrica di Roma.

A renderlo noto è lui stesso tramite una lunga nota sulla sua pagina facebook.

Ieri mattina ho ricevuto sul mio cellulare l’ennesima condanna a morte: “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted. Quello che meriti e sola la morte. Verrà anche la tua ora”.
L’accusa specifica è di essere un “murted”, cioè un apostata, un musulmano che ha rinnegato l’islam.

Nel Corano Allah prescrive che l’apostata è condannato all’inferno per l’eternità e Maometto ha ordinato la condanna a morte dell’apostata. Così come dovevano essere uccisi tutti gli adepti al neonato culto del solo dio pagano Allah che tradivano la “tribù dei musulmani” costituita da Maometto a Medina nel 622 dopo essere stato cacciato dai suoi concittadini dalla città natale della Mecca, tutti i musulmani che tradiscono l’islam devono essere uccisi.

Tutti i teologi islamici concordano sul fatto che l’apostata deve essere ucciso, anche se questa condanna non è recepita da tutti gli Stati a maggioranza islamica.

Uccidere l’apostata è un dovere sancito dalla sharia, la legge islamica. Significa che qualsiasi musulmano non solo può ma deve uccidere l’apostata nella consapevolezza di adempiere alla volontà di Allah e di Maometto.

La nuova minaccia di morte è islamicamente corretta perché specifica che l’apostata deve essere sgozzato. “Mi piacerebbe sgozzarti brutta merda. Murted”. Perché solo sgozzando e decapitando l’apostata, recidendo la testa dal corpo e dissanguandolo fino a toglierli lo spirito vitale, si renderà impossibile la sua ricomposizione e l’ascesa nel Paradiso di Allah.
Non so chi sia il terrorista islamico che mi ha condannato a morte per apostasia e che non vede l’ora di sgozzarmi.

Ma so che potrebbe essere un musulmano qualsiasi che ottempera letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto.
Così come era un semplice cameriere tunisino di 56 anni che lo scorso 8 ottobre nei pressi di “Piazza dei Miracoli” a Pisa per due volte mi ha pubblicamente condannato urlando “Sei un venduto!”, e poi ha scandito l’appello “Viva l’islam”.

Il “venduto” è sempre l’apostata, chi ha tradito l’islam e di conseguenza si è venduto ai nemici dell’islam, nella convinzione che l’islam sia l’unica vera religione e tutte le altre religioni siano miscredenze da condannare e i loro adepti da ripudiare, odiare e uccidere.

Cari amici, temo che i nostri magistrati che non conoscono la sharia, la legge islamica che si sostanzia di ciò che Allah prescrive nel Corano e di ciò che ha detto e ha fatto Maometto, che ragionano solo in termini cartesiani, che hanno come unico riferimento la nostra Costituzione e le nostre leggi laiche, e magari sono ideologicamente relativisti e islamofili nel senso che mettono tutte le religioni sullo stesso piano e concepiscono positivamente l’islam a prescindere dai suoi contenuti, non comprendono la gravità della condanna a morte per apostasia che mi viene periodicamente sentenziata anche da musulmani insospettabili..

Chiedo comunque al Ministro dell’Interno di adeguare le misure di protezione che lo Stato mi accorda da 18 anni, e di ciò sono infinitamente grato, al livello delle condanne a morte che mi sono state reiterate recentemente.

La realtà manifesta di musulmani residenti in Italia apparentemente insospettabili ma che sono pronti a uccidermi in quanto apostata, venduto, nemico dell’islam, va considerata con la massima serietà.

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