Migranti, una catastrofe annunciata: tamponi non effettuati e fughe dai centri

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In alto Amro Khalil e Haj Brahim Mohamed, sotto a sx il centro di accoglienza di Orte, a dx il Cas di Proceno

Ormai non si contano più i casi di fughe dai centri di accoglienza dove i migranti dovrebbero osservare il periodo di quarantena. Da nord a sud il progetto di accoglienza si è dimostrato un vero e proprio colabrodo, ma tutto questo era prevedibile ed evitabile.

Nella Tuscia gli ultimi due a fuggire sono stati Amro Khalil e Haj Brahim Mohamed, “evasi” dal centro di accoglienza di Orte e tutt’ora ricercati in tutta la provincia. Ma nel viterbese il ministro Luciana Lamorgese ed i suoi funzionari si sono superati, rischiando di compromettere tutti gli sforzi fatti dai cittadini e dagli infermieri: emblematico il “caso Valentano”, dove il Viminale ha scavalcato il sindaco Bigiotti spedendo un gruppo di immigrati nell’ex convento del paese salvo poi smistarli tra Orte e Proceno. Proprio in questi due paesi, ironia della sorte, si è verificata la fuga di ben 4 ospiti.

A dimostrare la scelleratezza con cui il Governo sta affrontando quella che forse è la vera emergenza sono le parole della Ospita Srl (gestore del Cas di Proceno), che nel week end ha confermato che i migranti arrivarono nella Tuscia senza essere stati sottoposti ai tamponi.

Eppure che tra i migranti arrivati vi fossero dei positivi era quasi scontato, dato che le prime avvisaglie arrivavano da Latina, dove 12 del gruppo di cui facevano parte anche quelli giunti dalle nostre parti erano risultati positivi.

Ma ciò che fa arrabbiare cittadini e sindaci è la superficialità con cui vengono controllate le strutture dove i migranti alloggiano per la quarantena, superficialità di cui nessuno ha ancora voluto assumersi le responsabilità. Anche la direzione della Asl laziale ha iniziato a destare preoccupazioni per l’ondata di migranti positivi arrivati nella Regione, ma nè Zingaretti nè la Lamorgese hanno ancora avuto la brillante idea di porre fine agli arrivi.

 

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