Minchella – story senza fine: dopo la netta smentita di Fusco, la “transfuga” dem loda sperticatamente Salvini

“Non devo essere io a dire che è un vero leader, lo dicono gli italiani: è il giudizio del popolo”

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martina minchella

Il “matrimonio” – se di questo di tratta – per ora può attendere. Continua il tira e molla tra Martina Minchella, ex “enfant prodige” del Pd (ora nel Gruppo Misto in consiglio comunale), e la Lega.

Una storia di amore tormentata che rimbalza da un quotidiano e l’altro e prosegue, focosamente, tra dichiarazioni e ritrattazioni.

Ieri il senatore della Lega, e leader del partito di Salvini nella Tuscia, Umberto Fusco aveva affermato senza mezzi termini: ”Smentisco categoricamente che Martina Minchella, consigliera comunale al comune di Viterbo e afferente al gruppo misto, sia passata o sia in procinto di passare alla Lega. Sono altresì destituite di ogni fondamento le voci che riguardano una mia presunta riunione tenuta nella serata di ieri dove avremmo, con i colleghi di partito, ragionato delle tempistiche di questa operazione. Per chi, come il sottoscritto, l’impegno politico è genuina passione e allo stesso tempo spirito di servizio, è avvilente assistere a ricostruzioni giornalistiche di scarsa qualità e di facile sensazionalismo. Io e la Lega, però, non abbiamo tempo da perdere. Pensiamo a lavorare per Viterbo e i suoi cittadini”.

Oggi, per tutta risposta, la Minchella rilancia con una intervista all’Adnkronos, ripresa dal Secolo d’Italia: “Per ora non c’è stato alcun fidanzamento, ma – se arrivasse la proposta – valuterò”. Come se non bastasse, la giovane esponente politica si lancia in un appassionato “endorsement” di Matteo Salvini: “Non devo essere io a dire che è un vero leader, lo dicono gli italiani: è il giudizio del popolo”. “Io – dice – sono uscita dal Pd a giugno e ora lavoro nel gruppo misto, cerco di fare un buon lavoro in Comune. Sono una nativa democratica, faccio politica da quando avevo 16 anni e mezzo. Ma ormai non mi riconosco più in quel partito, sia per ragioni di carattere territoriale, per quanto visto nella Tuscia, che per le scelte di fondo, a livello nazionale”. Tra i temi di rottura con il suo ex partito, quello sui clandestini: “Non avrei mai fatto la raccolta fondi e non sarei mai salita sulla Sea Watch, come hanno fatto Orfini e gli altri”.

Continuano dunque i colpi di scena nella storia-gossip dell’ estate. Che non sembra finita. Vedremo… E siamo molto curiosi.

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