“Minchia, signor Tenente!”. Ricordiamo oggi Giorgio Faletti, nell’anniversario della sua morte

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Vogliamo ricordare oggi, 4 luglio, nella data della sua morte, alcune frasi di Giorgio Faletti.
“Si dicono parole che lasciano dietro conseguenze e significati. Si fanno gesti che possono ferire per volontà espressa o per leggerezza. O per il semplice timore di essere feriti.”
“L’amore è fatto di pioggia. Solo il vento sa quando e dove può arrivare”.

Eclettico e versatile come pochi, Giorgio Faletti è stato comico, attore, scrittore e cantante di successo.

Figlio unico, Giorgio Faletti visse da bambino nel Borgo Torretta, in una casa modesta di Corso Torino, ad Asti. Suo padre era un commerciante ambulante e vendeva bottoni e forcine per i capelli in piazza. Sua madre faceva la sarta.

Incominciò la carriera come cabarettista nel locale milanese Derby negli anni Settanta. In quel periodo, sul palco del locale, circolavano Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Paolo Rossi, Francesco Salvi, Enzo Jannacci.

Chi di noi non lo ricorda in Drive in nei panni del poliziotto Vito Catozzo, Carlino, Suor Daliso?

Nel 1990 partecipò all’undicesima stagione di Fantastico al fianco di Pippo Baudo, Marisa Laurito e Jovanotti e, successivamente, a Stasera mi butto… e tre! con Toto Cutugno.

Dal 30 settembre al 30 novembre 1991 condusse in coppia con Lando Buzzanca il telegiornale satirico Striscia la notizia e nel 1992 partecipò al varietà domenicale Acqua calda su Rai 2 con Nino Frassica e l’imitatrice showgirl Loretta Goggi.
Un crescendo di successi in tv e nella musica.

Ancora si canticchia la sua “Signor tenente’, che si classificò al 2º posto e con cui vinse il Premio della critica. La canzone era ispirata alle stragi di Capaci e di via d’Amelio. Il pezzo venne inserito nell’album Come un cartone animato, prodotto da Danilo Amerio e premiato con un disco di platino.

Non da meno furono i successi in campo letterario.

Rifacendosi alle sue origini di attore comico, pubblicò nel 1994 il suo primo libro, intitolato Porco il mondo che ciò sotto i piedi, edito da Zelig, nel quale si narrano le gesta del suo personaggio più celebre, Vito Catozzo. Nel frattempo, mise in scena lo spettacolo teatrale Tourdeforce

Il suo primo thriller, intitolato “Io uccido”, stupì tutti.
Superò nel frattempo un ictus.
Pubblicò poi molti altri libri di successo : con
“Niente di vero tranne gli occhi”, vendette più di tre milioni di copie.

Nel 2012, l’impegno e i successi in campo letterario gli valsero la nomina a presidente della Biblioteca Astense.

Sempre nel 2012 divenne ambasciatore Eataly e partecipò all’inaugurazione della sede romana con un allestimento di alcune opere pittoriche della serie Bandiere.

Poi ancora libri, tv, cinema spettacoli teatrali.

Affetto da tumore polmonare, nella primavera 2014, si sottopose a una serie di cure a Los Angeles. Successivamente trasferito all’ospedale Molinette di Torino, morì il 4 luglio 2014, all’età di 63 anni, lasciando tutti sorpresi e dispiaciuti.

Diceva: “Nella vita ci sono cose che cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale…”.

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