Mini Macchina Comitato centro storico: una scuola di “amicizia” per i ragazzi

Ogni anno circa 250 bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni partecipano al trasporto.

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Anche quest’anno, per la 53esima volta, si rinnova l’appuntamento con il trasporto della Mini Macchina “Luce di Rosa” del Comitato centro storico. Domenica 1 settembre ore 21, partenza da Piazza Dante a Viterbo.

Abbiamo incontrato Lucio Laureti, presidente del Comitato, e insieme a lui abbiamo ripercorso la storia e le emozioni legate alla festa di Santa Rosa, innanzitutto una festa per e dei bambini.

“Nel 1966 Don Sebastiano Fasone, parroco di San Giovanni in Zoccoli con un gruppo di ragazzi che frequentavano la parrocchia realizzò la prima Mini Macchina di Santa Rosa. Quello che all’inizio poteva sembrare un gioco, si mostrò già nei primi anni un evento atteso dalla cittadinanza. Da subito si mise impegno nella realizzazione della costruzione così come nella preparazione dei giovani Facchini, dando vita ad una nuova tradizione, complementare al Trasporto della Macchina di Santa Rosa”.

Nel 1980 viene costituito il gruppo delle Sbandieratrici, che ha come scopo di svolgere attività che impegnino i ragazzi in varie manifestazioni di carattere sociale e culturale, come pure quello di mantenere in vita le tradizioni viterbesi. Negli ultimi anni, inoltre, alle varie attività si affianca il gruppo storico “La Contesa” per la rievocazione medioevale delle vicende che segnarono Viterbo ai tempi dell’imperatore Federico II di Svevia.

Nel 1997 il Sodalizio ha conferito al Comitato il titolo di Ambasciatore del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa per il significativo contributo reso nella promozione umana e culturale della figura del Facchino.

“In questi anni oltre 8000 bambini provenienti dalla nostra città e da quelle vicine hanno partecipato alla manifestazione nata per rendere l’omaggio dei piccoli viterbesi alla loro Santa – racconta il presidente – La loro divisa, bianca con la fascia rossa simile ma non uguale a quella dei Facchini adulti, dimostra la loro giovane età, adolescenti in attesa di diventare adulti e per chi vorrà proseguire piccoli Facchini in attesa di diventare grandi Facchini”.

Ogni anno circa 250 bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni partecipano al trasporto. Il Comitato promuove la partecipazione attiva di tutti i ragazzi, senza selezione o esclusione di alcuno. Vuole essere una scuola di aggregazione e uno stile di vita per i più giovani.

“La Mini Macchina non è solo una ricorrenza, ma un atto di amore e fede, un rinnovo delle tradizioni, uno spazio per stare insieme e seminare amicizia, insegnare ai bambini che il gruppo li rende forti nella loro unità. Oltre l’individualismo degli ultimi anni, oltre i tablet, questa esperienza li rende consapevoli che solo tutti insieme, con impegno e passione, si può raggiungere un traguardo, che in questo caso è portare in trionfo Santa Rosa”.

Anche i modelli della Mini Macchina che si sono succeduti negli anni sono pensati per essere vicini ai bambini, per essere “la loro Macchina”, per questo (e anche per alcune necessità tecniche legate alla grandezza di certe vie del centro storico) hanno mantenuto sempre le stesse dimensioni sia in altezza che in larghezza.

“In “Luce di Rosa” – continua – tra gli aspetti più innovativi ci sono gli angeli, realizzati con la stampa 3D in acido polilattico, e un attuatore ad aria compressa inserito nel traliccio, che consentirà alla statua della Santa di alzarsi di 60 centimetri. Una soluzione nata per superare l’ostacolo di cavi elettrici e l’impedimento architettonico dell’arco di via Mazzini, che hanno da sempre reso impossibile andare oltre una certa altezza”.

I modelli, progettati e realizzati dai componenti del Comitato, sono originali e nascono prendendo spunto dai diversi monumenti o dalle strutture architettoniche della città. Tutti terminano con la statua di Santa Rosa, la stessa dal 1966 debitamente restaurata, a significare la sua protezione su Viterbo.

“Il significato principale della nostra manifestazione – conclude – Non sta nella Mini Macchina, come costruzione, ma nello spettacolo suggestivo dei Mini Facchini che tutti insieme sfilano per le vie di Viterbo”.

Fervono dunque i preparativi per il 1 Settembre. Tutto è quasi pronto perché la Mini Macchina del centro storico regali emozione ai Viterbesi. I Minifacchini, bambini e ragazzi, proseguono questa tradizione, che valorizza fede, devozione, fratellanza e amicizia, proprio a dire “tutti uniti in uno stesso sentimento”.

Per tutte le informazioni sul programma https://www.comitatocentrostorico.it/

 

Foto Luigi O. Mechelli

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