Misericordia, perchè la veste “nera”? Una piccola curiosità nel giorno della processione per Santa Rosa

Qualche bambino lungo il percorso ha esclamato: " Mamma perchè sono vestiti di nero? Cosa sono?"

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Una piccola curiosità ha coinvolto il giorno del 2 settembre, durante la processione con il cuore di Santa Rosa, alcuni cittadini e turisti che hanno assistito al “mini” corteo prima del diluvio. All’uscita da piazza del Duomo con davanti la rappresentativa dei Cavalieri di Malta, dopo la Protezione Civile Comunale seguiva la Misericordia di Viterbo. Si sà la Confraternita non svolge solo il servizio sanitario in ambulanza ma anche di Protezione Civile. Ma la curiosità – stranamente ci si è accorti quest’anno quando c’è sempre stata – una piccola rappresentanza di 3 confratelli volontari davanti vestiti di nero.

Qualche bambino lungo il percorso ha esclamato: ” Mamma perchè sono vestiti di nero? Cosa sono?” – Oppure qualche curioso: “Ma sono gesuiti? Ma allora sono preti!”

In verità non tutto di questo, anzi i tre “misericordiosi” sono persone sposate o fidanzate che hanno indossato con onore e orgoglio la “Cappa”. Cosa significa? Nella Firenze del 1247 i ricchi e potenti signori della città per espiare i propri peccati indossavano una veste nera di notte insieme ai poveri per trasportare gli ammalati di peste. In testa si incappucciavano con la “Buffa”, un cappuccio a punta con due occhi per vedere.

Oggi giorno la legge vieta di indossare il cappuccio per evitare problemi nel non riconoscere chi è sotto la “cappa”. La veste nera viene benedetta dal Vescovo della propria città al momento dell’entrata spirituale nel mondo della Misericordia dove la scelta di indossarla è personale e non obbligatoria. Insomma un modo ammirabile per dimostrare chi in un certo periodo storico usava l’umiltà come arma. E oggi ne servirebbe parecchia…

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