Il bambino era stato rapito quando aveva 2 anni; il genitore ha percorso 500mila chilometri in moto con la speranza di riabbracciarlo

Misteri di cronaca. Padre ritrova figlio sparito dopo 24 anni di ricerche

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Un mistero lungo ventiquattro anni e un papà che percorre oltre mezzo milione di chilometri in moto, facendo svolazzare striscioni e distribuendo volantini con il volto del suo bambino. “Non posso smettere di cercarlo”. Dietro questo straordinario caso di cronaca, l’ombra del traffico di essere umani. Meglio: una vera e propria certezza sin dal giorno della sparizione. Tanto da essere denunciata dalla superstar di Hong Kong Andy Lau che, nel 2015, porta sul grande schermo il film “Perdita e amore”, liberamente tratto dalla storia che vi stiamo per raccontare.

La sparizione. Guo Xinzhen ha solo due anni quando viene rapito da un gruppo di trafficanti di esseri umani davanti alla casa nella provincia di Shandong, in Cina, doveva vive con la famiglia. I due pianificano il rapimento del piccolo, secondo le autorità, con l’intenzione di venderlo per denaro. E’ il 21 settembre 1997: da quel giorno il padre inizia le ricerche del suo bambino proseguite fino al ritrovamento di questi giorni.
Per 24 anni gira tutte le province e tutte le regioni della Cina (ad eccezione del Tibet e dello Xinjiang), percorrendo oltre mezzo milione di chilometri in moto e portando con sé volantini e striscioni con la foto del figlio.
“Non posso smettere di cercarlo”, racconta nel 2015, alla vigilia dell’uscita del film sulla sua incredibile storia.

Le ricerche. Nelle estenuanti ricerche del figlio, Guo attraversa più di venti province e cambia dieci motociclette, guastatesi nei lunghi viaggi; riporta fratture negli incidenti stradali che gli capitano e rimane vittima di diverse disavventure, come l’assalto da parte di rapinatori. Ma Guo non molla, va avanti con determinazione, spendendo tutti i risparmi: finisce a vivere sotto i ponti e chiede l’elemosina.

“Non è stato facile resistere per 24 lunghi anni, segnati da molti momenti di grande sconforto”, avrebbe raccontato Guo: ogni volta che lo raggiungevano notizie di un possibile ritrovamento di Xinzhen, le speranze evaporavano con l’esito negativo del test del Dna.

Le indagini delle autorità. Secondo il ministero della pubblica sicurezza cinese, la polizia è stata in grado di rintracciare l’identità di suo figlio, Guo Xinzhen, ormai 26enne, grazie al test del Dna, provvedendo poi a rintracciare e ad arrestare due persone sospettate del rapimento: un uomo di cognome Hu e una donna di cognome Tang, secondo quanto riferisce il tabloid Global Times. I due avevano pianificato nei dettagli di rapire un bambino con l’intenzione di venderlo per denaro, ha invece precisato China News, dando conto del risultato delle indagini. Il piccolo era stato portato via dalla donna, mentre giocava fuori dalla sua casa, alla stazione degli autobus dove il complice, che all’epoca era anche il fidanzato, la stava attendendo. Avevano viaggiato fino alla provincia di Henan, dove poi c’era stata la “la vendita”.

Un abbraccio lungo ventiquattro anni. Guo e sua moglie hanno potuto riabbracciare il figlio e piangere di gioia quando si sono riuniti a Liaocheng, nello Shandong, come ha mostrato nei giorni scorsi il network statale Cctv. “Bambino mio, sei tornato!”, ha detto la madre. “Ora che il bambino è stato ritrovato, saremo finalmente felici”, ha aggiunto Guo.

La piaga dei bambini rapiti e il film. La storia a lieto fine di Guo, purtroppo, non è che una goccia in mezzo al mare: secondo dati del 2015, ogni anno in Cina avvengono ventimila rapimenti di minori, molti dei quali venduti sul mercato delle adozioni illegali sia all’interno del Paese che all’estero.
Proprio nel 2015, la vicenda ha ispirato il film “Lost and Love” con Andy Lau, per denunciare la piaga dei rapimenti di bambini in Cina. In questi giorni l’attore si è felicitato per la chiusura positiva della vicenda in un video-messaggio: “Vorrei dire al fratello Guo che ammiro la sua perseveranza”.

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