La diciottenne di Arce assassinata nel 2001 da un assassino rimasto ignoto

Misteri di cronaca. Scoperta shock sul caso di Serena Mollicone: Sparite organi dopo l’autopsia”

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È un mistero a tinte sempre più fosche quello riguardante l’omicidio di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce (Frosinone) assassinata nel 2001 da un assassino rimasto ignoto. A distanza di 20 anni la macabra scoperta: alcuni organi della giovane sono spariti dopo l’autopsia. Si tratta, nello specifico, della parte inguinale e del sopracciglio. A mancare sono anche i referti degli esami condotti al tempo delle indagini per provare se la ragazza avesse subito o meno violenza sessuale.

Un giallo nel giallo. L’agghiacciante rivelazione è stata fatta venerdì 19 novembre, nel corso dell’udienza davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Cassino, dal tenente colonnello Fabio Imbratta, all’epoca del delitto comandante della compagnia di Pontecorvo. La scoperta venne fatta già quando la salma della Mollicone fu riesumata per essere sottoposta alla superperizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo (sarà ascoltata nella prossima udienza), che ha poi portato alla riapertura del caso. Tra i resti scomparsi, ha spiegato Imbratta, oltre alla parte inguinale manca anche “il sopracciglio, che la giovane avrebbe sbattuto con violenza contro la porta della caserma”.

Un salto indietro di venti anni e il processo. Imbratta è l’ufficiale che nel 2016, insieme al maresciallo Gaetano Evangelista, ha nuovamente riaperto le indagini puntando l’attenzione sulla caserma dei carabinieri e su tre componenti della famiglia Mottola. Le indagini per l’omicidio della giovane hanno infatti portato a processo proprio l’ex maresciallo Franco Mottola, la moglie Anna e il figlio Marco. Secondo l’accusa, sarebbero stati loro a uccidere Serena Mollicone, andata in caserma per denunciare Marco Mottola per spaccio di droga.
“Serena Mollicone è stata uccisa nella caserma dei carabinieri di Arce – ha continuato il colonnello Imbratta – E non lo dico io ma i tanti accertamenti scientifici e le lesioni sulla porta compatibili per altezza e spessore. Le dichiarazioni fornite da Santino Tuzi sono state fondamentali così come quelle rilasciate da Carmine Belli poi artatamente e volutamente modificate per farlo divenire un capro espiatorio”.

Serena Mollicone aveva 18 anni quando è stata uccisa. Uscita di casa il primo giugno del 2001, è scomparsa per tre giorni. Il suo corpo senza vita è stato trovato con mani e piedi legati con delle fascette in un bosco. In testa aveva una busta di plastica. Inizialmente i sospetti degli investigatori sono ricaduti sul padre Guglielmo, indagato e portato via dai carabinieri durante i funerali della figlia, ma nel 2006 la Cassazione lo ha prosciolto da ogni accusa. Nel 2016 sono state riaperte le indagini: nel mirino degli investigatori, l’ex maresciallo dei carabinieri di Arce e il figlio Marco, che Serena voleva denunciare per spaccio di droga. Questo sarebbe per l’accusa il movente per l’omicidio della giovane.

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