Appuntamento domani alle 10 a Piazza della Rocca. "Le tematiche che verranno affrontate sono varie, a partire dalla necessità per gli studenti di tornare a svolgere attività in presenza che non siano solo didattiche"

Mobilitazione nazionale del 19 novembre, a Viterbo studenti in piazza per un’assemblea pubblica

87
La Rocca Albornoz a Viterbo, foto di Diego Galli

In occasione della data di mobilitazione nazionale del 19 Novembre lanciata dalla Rete degli Studenti Medi, a Viterbo è stata organizzata dall’associazione stessa un’assemblea pubblica a Piazza della Rocca, alle 10. L’evento, a cui sono invitati anche alcuni sindacati e realtà del territorio, oltre ai Dirigenti Scolastici della provincia, ha come obiettivo quello di discutere delle problematiche che gli studenti vivono nel quotidiano non solo con i ragazzi, ma anche con gli altri utenti della scuola.

Le tematiche che verranno affrontate sono varie, a partire dalla necessità per gli studenti di tornare a svolgere attività in presenza che non siano solo didattiche. L’esperienza passata negli ultimi due anni ha ricordato al mondo della scuola l’importanza delle relazioni e del confronto personale all’interno dell’ambiente scolastico, imprescindibili dalla presenza. Con il tentativo, non troppo riuscito, di salvaguardare la didattica, gli studenti sono stati costretti a un clima di isolamento e di solitudine, da cui spesso non è così facile uscire. Se queste misure erano dettate da necessità evidenti, tuttavia, ora vengono spesso adottate per comodità o abitudine. In molte scuole i corsi extracurriculari, così come gli sportelli di recupero e potenziamento o i laboratori pomeridiani, stanno partendo in didattica a distanza, cosa non concepibile in un periodo in cui esistono indisturbate, fuori dalle scuole, situazioni che comportano un rischio di contagio molto più alto e, soprattutto, in cui si torna a scuola in presenza dopo due anni di incertezze e lontananza. Gli studenti hanno bisogno più che mai di tornare a vivere la scuola come una realtà non solo didattica e frontale, ma aperta e piacevole e come il luogo dove coltivare le proprie relazioni sociali, senza essere ostacolati da tablet o computer.

Altra tematica che verrà affrontata è quella del supporto psicologico. Dall’inizio della pandemia sono aumentati sensibilmente i disagi dei giovani, che sono spesso sfociati in depressione, ansia, stress e disturbi alimentari. Questa situazione, per quanto non unicamente derivante dalla scuola, è comunque in parte responsabilità del mondo dello studio. E una responsabilità ancora maggiore è quella che si deve assumere la scuola nel dare attenzione a queste situazioni e nel lavorare per comprendere e supportare i propri studenti. Se la scuola è quell’ambiente in cui i giovani si formano e crescono, è incoerente che questo opprima gli studenti, piuttosto che aiutarli. I servizi di supporto psicologico, come lo sportello di ascolto e i progetti che psicologi professionisti organizzano nelle scuole, non vengono considerati una priorità, e gli studenti ne sentono le conseguenze. Spesso gli sportelli psicologici gestiti dagli psicologi delle scuole hanno a disposizione una o due ore a settimana, da spartire tra tutti gli studenti che fanno richiesta di usufruirne, o spesso gli studenti non sono neanche a conoscenza di questo servizio. La scuola deve mettere a disposizione esperti che riescano a seguire tutti coloro che ne fanno richiesta, perché quello della salute psicologica degli studenti deve essere considerata una priorità.

La discussione toccherà anche i temi del ruolo dello studente nella scuola, dalla rappresentanza all’idea di autogestione. In parecchie scuole, infatti, i rappresentanti degli studenti in istituto e in consulta non vengono eletti secondo le modalità corrette, e gli studenti non sempre sono informati su come candidarsi, come votare, come scegliere. Questa situazione è stata aggravata dall’impossibilità, negli ultimi due anni, di svolgere assemblee e comitati studenteschi in presenza, che sono sempre stati spazi di esercizio democratico fondamentali. E’ ora che la scuola si proponga di tornare a fornire agli studenti non solo la didattica, ma anche le opportunità di crescita in quanto individui e cittadini, e che quindi metta a disposizione spazi per svolgere assemblee e comitati studenteschi in presenza, e che si prenda l’impegno di formare gli studenti sul tema della rappresentanza studentesca. Anche la creazione di progetti e spazi autogestiti dagli studenti può essere una grande occasione di responsabilizzazione dei giovani, che insegni non solo l’organizzazione logistica di queste attività, ma anche il senso di rispetto per la comunità di cui si è parte.

Ovviamente non potranno rimanere esclusi dalla discussione temi come la sostenibilità. Dopo vari anni in cui si parla di ambiente e di transizione ecologica nelle nostre scuole non si sono visti cambiamenti. E’ il momento di trovare delle soluzioni pratiche che inizino a ridurre l’impatto ambientale delle scuole, come l’inserimento dei distributori di acqua sfusa, di cui usufruire con delle borracce, o come la vendita nelle scuole di alimenti alternativi a quelli confezionati in plastica delle macchinette, come pizza, panini, cornetti o frutta. Anche l’efficientamento energetico degli edifici scolastici è un elemento di cui tener conto nelle discussioni riguardanti tanto l’ambiente quanto l’edilizia, questione che verrà parimenti trattata.

La situazione dell’edilizia delle scuole del viterbese non è affatto rassicurante. Oltre alle situazioni di dissesto che gli studenti notano ogni giorno, come infiltrazioni, intonaco che cade, porte o finestre rotte o difettose o bagni fuori uso, ci sono problemi strutturali che riguardano l’effettiva sicurezza degli edifici: l’83% delle strutture scolastiche non hanno il certificato di agibilità, solo una scuola su cinque ha il certificato di prevenzione incendi e più della metà degli edifici non ha effettuato un collaudo statistico. Inoltre, gli spazi offerti agli studenti non bastano: sono frequenti i casi di aule troppo piccole per classi numerose, di istituti senza lo spazio per svolgere assemblee di istituto e senza luoghi dove fare educazione fisica. Anche la situazione dei laboratori non rincuora gli studenti, viste le carenze di spazi, penalizzanti soprattutto negli istituti tecnici, e la costante diminuzione dei materiali di laboratorio.

La situazione degli studenti non è per niente soddisfacente e sicuramente non è questo il modo di investire sul futuro di noi giovani. E’ ora di rivendicare il nostro futuro, e un’occasione per discutere di queste problematiche e di renderle note anche al mondo al di fuori di quello studentesco è fondamentale per la risoluzione concreta dei problemi. Per questo, venerdì ci vedremo a Piazza della Rocca alle 10, insieme a presidi e sindacati, per rivendicare quel futuro che non sembra interessare a molti.

Rete degli Studenti Medi di Viterbo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui