Monnezza a gogò: giusto sbraitare, ma ciascuno di noi dia il buon esempio!

La città è di tutti e di ciascuno. L'orgoglio di mostrarla agli altri pulita e ordinata dovrebbe vincere l'ottusità di una chiusura individualistica che non riesce a guardare oltre il proprio naso

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Uno dei più grandi tra i filosofi di tutti i tempi – Immanuel Kant – scriveva: “ Due cose riempiono l’anima di ammirazione e di venerazione, il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”.

Ecco, pur restando a debita distanza dal suo rigorismo, insieme a molti altri, sono anche io convinto che o ci prendiamo ciascuno un po’ di cielo stellato sopra di noi e un po’ di legge morale dentro di noi, o molti dei problemi che ci affliggono non li risolveremo mai.

Prendete il caso dei rifiuti. Ogni giorno leggiamo di immondizia abbandonata al di fuori di ogni regola, di cestini usati come cassonetti. E la reazione comune è chiedere sorveglianza, multe, repressione. Oppure partono accuse veementi contro l’ente pubblico che non provvede tempestivamente alla rimozione dello sporco e alla sistemazione delle aree.

Tutto giusto. Il controllo sull’operato della pubblica amministrazione deve essere tenuto molto stretto. Così come non esiste che, senza sanzioni, una regola possa sperare di essere rispettata.

Rifiuti a GraffignanoTuttavia lasciatemi fare un appello a quel po’ di cielo stellato e di legge morale che ciascuno dovrebbe possedere dentro di sé. E’ perché le cose belle non devono essere sciupate che nessuno dovrebbe pensare di abbandonare in un bosco un sacco di spazzatura, o di buttare sacchetti pieni di porcherie lungo le deliziose strade e piazzette del nostro centro storico.

Dovrebbe scattare un istinto estetico e morale che blocca azioni di questo genere.

Oggi questo istinto si è un po’ spento, nascosto da un individualismo esasperato che non ammette limiti all’infuori dei bisogni e dei desideri del proprio ego. Ma come il sole dietro le nubi, anche il cielo stellato e la legge morale sono soltanto offuscati e non perduti.

Basta continuare a parlarne, ricordando che non cessano di esistere, anche se adesso non riescono a splendere come dovrebbero. E vedrete che molti li ritroveranno dentro di sé, perché nessuno ama le cose brutte, sporche e cattive. In particolare nessuno le vuole in casa propria, secondo la famosa e ferrea regola del NIMBY ( Not In My Back Yard – Non nel mio giardino ).  Tutto sommato si tratta – semplicemente ? – di far capire che anche il centro storico o il ciglio di una strada di campagna sono casa tua.  La città è di tutti e di ciascuno. L’orgoglio di mostrarla agli altri pulita e ordinata dovrebbe vincere l’ottusità di una chiusura individualistica che non riesce a guardare oltre il proprio naso.

Un tempo questa espansione in senso collettivo dell’io era la comunità. Forse c’è bisogno di ritrovare un po’ di più il senso di comunità, anche banalmente per capire che gettare dove capita la monnezza è una cosa brutta, sporca e immorale. Ancor prima e oltre lo spauracchio di una multa più che sacrosanta.

 

Maurizio Biagiarelli

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