Anche il Lazio tra le Regioni che invocano regole più severe su circolazione e guida

Monopattini elettrici, troppi incidenti: vietarli ai minorenni tra le proposte presentate in Parlamento

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Troppi incidenti anche gravi. Il più eclatante a Sesto San Giovanni, dove un 13enne mentre provava il monopattino di un altro ragazzo è caduto e ha perso la vita. Il sindaco della cittadina lombarda, nell’immediatezza del tragico incidente, ha emesso un’ordinanza che prevede l’obbligo del casco e limiti di velocità di 20 km all’ora sulle piste ciclabili e 5 nelle aree pedonali per i monopattini elettrici.

Ma il problema non riguarda solo la Lombardia, anche se la Regione meneghina in queste ore ha approvato una proposta di legge, da presentare al Parlamento, che prevede il divieto di utilizzo per i minorenni, l’obbligo di assicurazione per responsabilità civile e di estendere a tutti i conducenti l’obbligo di indossare il casco protettivo, oggi previsto solo per gli under 18.

Regole più severe vengono invocate anche da altre Regioni, tra cui il Lazio con Zingaretti che afferma: “Il settore è senza regole, sembra un Far West. Bisogna intervenire a livello nazionale”.

Sono diverse le proposte di legge, presentate in Parlamento, in materia di sicurezza e di circolazione stradale dei monopattini.

Tra le richieste: un regolatore di velocità per i modelli che possono andare a più di 20 km orari, in modo da non superare i 6 km/h nelle aree pedonali e i 20 chilometri all’ora in generale; l’utilizzo dei mezzi solo a chi ha 18 anni, quindi vietati ai minorenni; l’uso del casco e del giubbotto o delle bretelle retroriflettenti;

l’obbligo di procedere su un’unica fila, non affiancati;

il divieto di trasportare oggetti, animali e altre persone, di trainare o farsi trainare e l’obbligo di portare a mano i monopattini da mezz’ora dopo il tramonto nelle strade urbane con un limite di velocità di 30 chilometri orari.

Alcune Regioni e Comuni hanno già adottato delle misure a livello territoriale, con ordinanze, limiti e divieti ma si moltiplicano le voci che invocano la necessità di un serio intervento a livello nazionale per una regolamentazione che sia uguale in tutta la Penisola

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