Cresce la polemica sul muro sul Fiora a Montalto, alcuni cittadini temono che con la creazione del muro possano andare a perdersi decine di posti di lavoro. I 9 enigmi del muro

Montalto, i cittadini contro il muro sul Fiora: “Verranno spesi milioni di euro per perdere decine di posti di lavoro”

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Da anni si parla del muro sul Fiora, opera al centro di un aspro dibattito tra l’ex sindaco montaltese di Forza Italia Sergio Caci e gli esponenti del Pd locale. Ma cos’è il muro della Fiora e, soprattutto, perché alcuni cittadini lo temono a tal punto da esprimere pubblicamente il proprio dissenso e porgere degli interrogativi all’Amministrazione?

Innanzitutto bisogna fare un salto indietro nel tempo, per la precisione al 12 novembre 2012, giorno nefasto in cui una tremenda alluvione si abbatté su Montalto di Castro causando l’esondazione del fiume Fiora. Passano due anni e, nel 2014, viene deciso che spetterà ad una costruzione in cemento armato alta quasi tre metri e lunga 750 il compito di mettere in sicurezza il fiume.

Ma, sempre nel 2014, il muro finisce al centro di una polemica politica, con l’allora sindaco forzista Sergio Caci che inizialmente presenta l’opera come ottima, salvo poi ricredersi quando il Comune si accorgerà che la compatibilità ambientale e paesaggistica sarà completamente ignorata. A quel punto entra in gioco il Pd, additando sostanzialmente il sindaco Caci di faciloneria. Il muro, quindi, diventa inviso sia al centrodestra che al centrosinistra: troppe aspetti da valutare, su tutti quello dell’impatto ambientale, per un progetto che era stato accolto come grande opera ed invece si è rivelato la solita fuffa all’italiana.

A quel punto però si inseriscono anche i cittadini nella querelle, soprattutto quelli che lavorano sulle rive del fiume e vivono di quanto il Fiora offre loro. Il muro, secondo loro, impedirebbe la costruzione di un muro interno, progetto gradito soprattutto dai pescatori della zona.

Però, come sempre in Italia si blocca tutto: niente argini di terra, niente idrovora, niente muro finale in cemento armato, niente paratie mobili, sotto pone e draga ridotti allo stremo e niente collaudo dei bracci a mare. Insomma, come direbbe Brumotti un’altra bella opera pubblica ferma con le quattro frecce. Eppure per qualche cittadino il completamento dei lavori rappresenta uno spauracchio, soprattutto, come detto, per quelli che lavorano nella zona.

“Questo – scrivono i cittadini -è un grido straziante con la speranza di rompere il silenzio civile, politico e amministrativo che sta ovattando il rumore dei lavori sulla sponda sinistra del fiume Fiora.
Stanno costruendo un muro di circa tre metri… si avete capito bene: un muro alto tre metri lungo un chilometro. Stanno violentando la nostra terra. Speriamo che il nostro urlo di dolore svegli tutti quelli che amano questa terra, questo mare, questo fiume. Speriamo nel risveglio dei nostri deputati e senatori, degli amministratori sia comunali che provinciali e regionali, proprio la Regione ha finanziato questa scelleratezza con svariati milioni di euro. Signori ricordate che la terra ha la sua memoria. Il fiume sa dove deve andare, da secoli conosce la sua strada. Costruendo un muro, non cambierà strada.
L’arroganza di chi nemmeno conosce le storie di chi vive di questo fiume spazzerà via la pesca e la nautica. Verranno spesi milioni di euro, per perdere decine di posti di lavoro.

Avevamo un sogno: ‘il porto’. Si trasformerà in un incubo: ‘il muro'”.

“Sindaco, consiglieri comunali, consiglieri provinciali consiglieri regionali, onorevoli e soprattutto cittadini, svegliamoci prima che sia troppo tardi. I problemi – proseguono i due – si risolvono a monte e non a valle. problems solvere adverso flumine”.

Infine, hanno anche 9 domande da porgere all’Amministrazione:

“Oltre al cuore abbiamo anche cervelli, e quindi Vi  chiediamo:
1)  Perchè non è stata fatta la Valutazione Impatto Ambientale?
2) Il progetto risponde alle direttive europee sull’ingegneria naturalistica?
3) Perché non si sono valutate alternative, come la regimazione delle acque a monte con casse di espansione sia sul Fiora che sugli affluenti o paratie mobili o amovibili?
4) Perché non sono state accolte le richieste di modifica del tracciato da parte degli espropriati?
5) Perché non si è verificata la possibilità di regimentare il fosso del Fornello, anziché chiuderlo e costruire una deleteria idrovora?
6) Come ha fatto la Soprintendenza ad approvare il progetto con tutti i vincoli ambientali che ci sono?
7) Il Comune, il sindaco e gli uffici tecnici cosa hanno fatto?”.

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