Montefiascone, la procura non ci sta: ricorso in Cassazione sul dissequestro di via Bertina

Impugnata la sentenza del Riesame, il pm Pacifici va avanti nell’indagine contro il settore Urbanistica di Montefiascone voluto dalla giunta comunale del sindaco Massimo Paolini

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Il pm Franco Pacifici non demorde: quel dissequestro non gli è andato giù. E ha fatto ricorso alla suprema corte di Cassazione affinché i sigilli tornino nel cantiere della villa in via Bertina a Montefiascone. Insomma, vuole che sia annullata la sentenza di dissequestro. E lo fa con un ricorso duro. Contro gli indagati e anche contro i tre giudici del riesame che hanno dissequestrato i lavori.

Pacifici ha fatto “ricorso alla Cassazione per l’annullamento con o senza rinvio dell’ordinanza emessa dal tribunale di Viterbo – sezione per il riesame delle misure reali – l’8 maggio 2019, con la quale veniva annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari Savina Poli il 5 aprile 2019”.

Il magistrato non è stato tenero. Infatti, il sostituto procuratore Pacifici ha impugnato il dissequestro per “lamentare la erronea applicazione ovvero l’inosservanza della legge sostanziale – la disciplina edilizia e urbanistica di cui all’editto provvisorio d’accusa – e processuale – la violazione degli articoli 321 e seguenti e 324 del codice di procedura penale – da parte del tribunale del riesame di Viterbo”. Tribunale che (presieduto dal giudice Gaetano Mautone, a latere Elisabetta Massini e Roberto Colonnello), secondo il ricorso di Pacifici, “eccedendo rispetto ai doveri incombenti in punto di accertamento del fumus commissi delicti (probabilità di effettiva consumazione del reato, ndr) e del periculum in mora (pericolo/danno causato dal ritardo, ndr) in materia di sequestro preventivo (…), annullava la misura cautelare reale emessa dal locale gip, omettendo del tutto di considerare atti e fatti decisivi, connessi o collegati a reati contro la pubblica amministrazione, quali l’abuso d’ufficio, la contestazione del quale avrebbe meritato diversa considerazione da parte del collegio (…)”.

A sinistra il pm Franco Pacifici, a destra l’assessore e costruttore Massimo Ceccarelli

Un cantiere senza pace. Si tratta di lavori ormai famosi, quasi famigerati. Che sono portati avanti tra un sequestro e un dissequestro dall’imprenditore edile Massimo Ceccarelli, che è pure assessore comunale all’Urbanistica e Lavori pubblici. Il quale è indagato dalla procura per presunti abusi edilizi e paesaggistici. Indagati e in concorso con lui, a vario titolo, ci sono la proprietaria del fabbricato in fase di edificazione, i due architetti che si occupano del progetto e della direzione dei lavori, e il capo dell’ufficio tecnico di Montefiascone Angelo Cecchetti.

Il dirigente del settore Urbanistica di Montefiascone è sotto la lente di ingrandimento della pubblica accusa viterbese e dei carabinieri forestali per presunto abuso d’ufficio (articolo 323 del codice penale): avrebbe rilasciato alla proprietaria, l’11 dicembre 2017, il permesso di costruire in variante in assenza di un controllo effettivo sulla sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti dalla normativa e dagli strumenti territoriali e urbanistici. Anche lui dovrà vedersela con Pacifici.

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