Montefiascone, la vigilessa ricorre alla giustizia amministrativa: “Arriverò fino in fondo”

Nuovo comandante polizia locale, la promessa della vigilessa che ha fatto ricorso “Concorso irregolare: arriverò fino in fondo, se necessario anche al Consiglio di Stato”

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“Per ora ho fatto il ricorso al Capo dello Stato, ma se serve arriverò fino all’ultimo grado di giudizio: il concorso con cui è stato nominato il nuovo comandante della polizia locale non va bene”. La vigilessa Margherita Camicia ha fatto ricorso contro il procedimento con cui Giulia Bassi ha sostituito da pochi mesi Luigi Salvatori, che ha guidato la municipale falisca per decenni.

 

Margherita Camicia
Margherita Camicia, la vigilessa di Montefiascone che ha fatto ricorso contro la nomina del nuovo capo della polizia locale

Per la precisione, l’agente Camicia ha fatto un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, costringendo l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Paolini e dal superconsigliere Sandro Leonardi (delegato al Personale e al Bilancio) a difendersi in giudizio: il Comune ha dato l’incarico all’avvocato Enrico Michetti, del foro di Roma, per difendere le ragioni di palazzo Renzi Doria.

In merito al ricorso presentato, l’agente Camicia dice: “C’è un regolamento comunale sui concorsi (approvato dalla stessa giunta Paolini ad aprile 2017) che è molto chiaro: per il profilo professionale di comandante di polizia locale, si deve procedere a un concorso pubblico per cui è richiesto il titolo di studio di laurea in giurisprudenza”. E ancora: “Così facendo, è stato precluso il diritto alla partecipazione di tutti gli aventi diritto – continua la vigilessa -. Oltretutto c’è il regolamento della polizia locale, per cui la qualifica di comandante, nelle fasi successive, in caso di vacanza del posto, deve essere ricoperto tramite concorso pubblico”.

Si legge nell’albo pretorio: “Il Comune di Montefiascone ha ricevuto il 12 dicembre 2019 un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, avanzato da Margherita Camicia, difesa e rappresentata dall’avvocato Gioia Maria Scipio”. Il ricorso richiede “l’annullamento” di alcuni atti, tra cui “la delibera della giunta municipale numero 175 del 31 luglio 2019, relativa a Direttiva polizia locale”; e la determinazione del V settore di polizia locale numero 60 del 12 settembre 2019: “Assegnazione per mobilità interna della dipendente Giulia Bassi nel posto di funzionario comandante della polizia locale. (…) “Il Comune ha il diritto-dovere di difendere i propri atti, contro il ricorso, nel termine di 60 giorni dalla notifica, presentando deduzioni e documenti o per proporre opposizione e chiedere la trasposizione del giudizio in sede giurisdizionale davanti al Tar. Per la rappresentanza e la difesa del Comune nel ricorso e procedere alla trasposizione e difesa al Tar, serve una somma complessiva lorda di 5.766,31 euro”.

Ovviamente la notizia non è passata in sordina: su Facebook c’è stato un corposo botta e risposta tra la ricorrente Camicia e il consigliere Leonardi: “La vigilessa Camicia reputa che quello che è stato fatto dall’amministrazione non sia regolare: ha fatto bene a fare ricorso; questo prevede la legge. Sarà un giudice a dirimere la controversia: se darà ragione al Comune l’attuale comandante rimarrà al suo posto, in caso contrario rimarrà vicecomandante. Inoltre, ricordo che ogni anno decine di persone fanno causa al Comune, e finora questa amministrazione ha sempre vinto”, posta Leonardi sul sito ‘Montefiascone reagisci’. La risposta della vigilessa è pesante: “Tutto quello che sta succedendo mette in discussione l’operato del nostro Comune e risalta il malcontento di chi si è sacrificato per studiare e per far studiare”.

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