Montefiascone Sotterranea, un tesoro che sta venendo alla luce

La passeggiata nei sotterranei è un progetto ambizioso per la città di Montefiascone, che conta circa 20 mila visitatori l’anno ponendosi fra i centri più prestigiosi del viterbese per la sua ricchezza di risorse architettonico-artistiche e paesaggistiche.

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La passeggiata nei sotterranei è un progetto ambizioso – quasi doveroso – per la città di Montefiascone, che conta circa 20 mila visitatori l’anno ponendosi fra i centri più prestigiosi del viterbese per la sua ricchezza di risorse architettonico-artistiche e paesaggistiche. L’ amministrazione comunale si è impegnata dal 2016 in un disegno di forte valorizzazione del suo “tesoro nascosto” con il fine di creare nuovi affascinanti percorsi turistici fruibili in tempi brevi.

Montefiascone-sotterranea L’archeologo e speleologo Cristiano Ranieri – specializzato nello studio dei cunicoli e degli acquedotti antichi – è stato ufficialmente incaricato assieme al suo team di condurre i rilievi e le ispezioni necessarie per l’acquisizione di indispensabili fondi esterni e per la conseguente realizzazione di un progetto concreto di sviluppo turistico. Ranieri è partito da una documentazione scientifica carente, risalente alla fine degli anni settanta, che si rifaceva a documenti d’archivio e ad una planimetria per lo più solo ipotizzata e ha condotto un intenso e accurato lavoro di due anni con altri gruppi di speleologi e con il supporto fondamentale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. I tre acquedotti di epoca etrusca, romana, medievale e tardo-medievale sono perfettamente conservati e messi in sicurezza: quello di San Flaviano è il più grande (circa 800 metri di sviluppo) e corre al di sotto della chiesa omonima; l’acquedotto del Castagno (di 400 metri) giunge fin sotto il pozzo di Piazza del Plebiscito, da cui gli speleologi sono riusciti ad arrivare alle diverse sorgenti che alimentano i condotti dopo il pozzo costruito da Urbano V; il terzo acquedotto, quello di Roiano, è il più recente e caratteristico: si estende per 100 metri in prossimità dell’abitato e presenta alcuni condotti straordinariamente ancora intatti.            Il sito sotterraneo di Montefiascone, insomma, si sta elevando all’ altezza di quelli (famosissimi) di Narni e Orvieto. “Questo è davvero un patrimonio da valorizzare – ha sottolineato la dott.ssa Arancio della Sovrintendenza – Puntiamo a un grande risultato grazie alla stretta collaborazione tra noi, il Comune di Montefiascone e le associazioni di Archeologia e Speleologia. E’ un patrimonio che si è eccezionalmente conservato e intendiamo mettere a disposizione tutto il materiale raccolto – di inestimabile valore – della comunità locale e degli studenti che proseguiranno questa meravigliosa ricerca”.

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