Monteleone Sabino: sabato 30 marzo un convegno sul recupero del Santuario di Santa Vittoria

A Monteleone Sabino, presso il centro servizi comunale dell’area archeologica di Trebula Mutuesca, un convegno sul recupero del santuario di Santa Vittoria.

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santa vittoria

Sabato 30 marzo a partire dalle ore 10.30, si svolgerà a Monteleone Sabino, presso il centro servizi comunale dell’area archeologica di Trebula Mutuesca, un convegno sul recupero del santuario di Santa Vittoria. Ubicato su di un terrazzamento artificiale alle pendici di Colle Foro, l’edificio religioso è tra i più importanti esempi di architettura romanica di tutta la Sabina.

La chiesa è dedicato a Vittoria, una giovane romana di nobile famiglia che risiedeva del municipio di Trebula Mutuesca (attuale Monteleone Sabino), che si convertì al cristianesimo sotto l’imperatore Decio. Secondo quanto riportato da una leggenda, Vittoria riuscì a scacciare un dragone che si era annidato in una grotta, dove ora sorge la chiesa, seminando morte e terrore. La giovane fu allora invitata dal funzionario Taliarco inviato sul posto ad abbandonare la fede cristiana, ma al suo rifiuto venne uccisa e seppellita nella spelunca draconis (la grotta del drago). Questo racconto, sviluppato nel corso del V secolo, rimanda alla vittoria del cristianesimo sul paganesimo, rappresentato simbolicamente come drago.

Il culto della Santa si sviluppò in epoca tardo antica e sul luogo della sepoltura sorse ben presto un sacello ed un complesso catacombale. La porzione della chiesa più antica è proprio quella dove si trova l’entrata delle catacombe, nella parte terminale della navata di destra prima del presbiterio. Il sepolcreto, che si sviluppa per circa 40 metri di lunghezza, è stato ricavato allargando alcuni cunicoli idraulici scavati in una formazione di breccioni e argille. Nella navata centrale del santuario infatti, è presente un pozzo che raccoglie le acque di un articolato sistema idraulico sotterraneo legato ad un precedente culto dell’acqua di epoca romana, come testimoniato da numerosi ex-voto rinvenuti negli anni ’50 in una fossa nel piazzale antistante la chiesa.

Il santuario è attualmente chiuso al pubblico dei visitatori a causa degli eventi sismici del 2016. Nel convegno si parlerà del progetto di recupero e messa in sicurezza del monumento. Interverranno, oltre al vescovo di Rieti Monsignor Domenico Pompili, la professoressa e storica Ileana Tozzi, che presenterà un excursus storico del santuario e l’architetto Massimo Mariani, che esporrà le linee programmatiche sull’intervento di consolidamento dell’edificio.

La chiesa presentava già alcuni problemi di carattere strutturale dovuti in parte al dissesto idrogeologico del terreno. I recenti eventi sismici hanno aggravato la situazione e le lesioni si sono ampliate. La salvaguardia dei beni culturali deve passare inevitabilmente attraverso una seria politica di prevenzione. È necessario fare un censimento del patrimonio edilizio e del suo stato di conservazione soprattutto nelle zone classificate sismiche, avviando le necessarie opere di risanamento, consolidamento ed adeguamento, non solo per gli immobili pubblici e privati ma anche per chiese e gli edifici storici, che rappresentano la storia, il luogo di aggregazione ed il simbolo di riferimento per le comunità.

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