Bufera sulle elezioni del Cda del Consorzio di Bonifica di Etruria meridionale e Sabina. Fatte fuori per un cavillo 3 delle 4 liste presentate da Cia, Confagricoltura e Copagri

Montelibretti tiene in ostaggio la Tuscia. Gli agricoltori non ci stanno e chiedono aiuto a Mattarella!

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Remo Parenti, Piero Camilli, Daniele Ciorba, Sergio Del Gelsomino

Sulle elezioni del Consorzio di Bonifica è guerra senza esclusione di colpi. Ben tre sono le liste escluse dalla prossima tornata elettorale del 9 febbraio per il rinnovo del Consiglio di amministrazione del Consorzio Etruria meridionale e Sabina, nato dall’accorpamento dei due consorzi Val di Paglia e Rieti e di alcuni Comuni del Tevere Agro Romano. Come denuncia Daniele Ciorba, del coordinamento della lista Agricoltori Riuniti, “delle 4 liste da noi presentate, tre sono state ingiustamente e assurdamente escluse”. Ma loro non ci stanno a essere fatti fuori. La polemica sull’esclusione coinvolgerà persino il Quirinale. Infatti è stato presentato un ricorso sia Tar sia al Presidente della Repubblica, perché questa scelta porterebbe oggettivamente a favorire l’altro competitor, la Coldiretti, che è scesa in campo con 4 liste.

La lista ‘Agricoltori Riuniti’, espressione di Cia, Confagricoltura e Copagri di Viterbo e Rieti, contesta il regolamento elettorale che è stato adottato e che, secondo Ciorba, “contrasta con lo Statuto del consorzio Etruria meridionale e Sabina e con la legge regionale che disciplina il riordino dei consorzi di bonifica del Lazio”. Riordino, questo, che è stato affidato a commissari straordinari che hanno accorpato i dieci Enti esistenti in quattro nuovi consorzi.

L’atto di esclusione di tre delle quattro liste è stato adottata dalla commissaria ad acta nominata dalla Regione Lazio, Luciana Selmi, che – secondo Agricoltori Riuniti – avrebbe preso questa decisione in accordo con il direttore dell’Anbi (Associazione dei consorzi di bonifica del Lazio) Andrea Renna, che tra l’altro è l’ex direttore proprio di Coldiretti Viterbo.

Il motivo di questa pasticciata e discutibile vicenda sarebbe tutto dovuto a una pesante entrata in campo della politica, accusata di voler interferire nell’esito delle votazioni.

Piero Camilli, ex presidente del consorzio Val di Paglia, sindaco di Grotte di Castro e candidato dell’unica lista di ‘Agricoltori Riuniti’ ammessa, parla apertamente di liste “di serie A e di serie B”. E tuona: “L’esclusione di tre nostre liste sono un escamotage vergognoso per condizionare le elezioni. La motivazione, un cavillo che non sta né in cielo né in terra, risiede nella mancanza di candidati rappresentativi di un unico piccolo Comune della Provincia di Roma, Montelibretti. Stiamo parlando (vi rendete conto?), di uno 0,5% di rappresentanza che, nella situazione che si è venuta a creare, è venuto ad avere un potere superiore a quello espresso dai 14mila elettori degli altri consorzi!”.

Strali anche contro la composizione delle liste. “I nostri candidati operano tutti direttamente nel settore agricolo – aggiunge Camilli – Con noi c’è anche Fabrizio Ronca, ex vice direttore Coldiretti, espulso perché critico nei confronti dell’associazione. Le altre 4 liste nostre concorrenti, invece, sono composte per lo più da funzionari e pensionati, pochi gli agricoltori”.

Camilli rimarca anche come la sua gestione del consorzio Val di Paglia abbia lasciato nelle casse dell’ente, commissariato nel 2016 per attuare la fusione con Rieti, “un milione di euro di risorse: ora non c’è più un soldo”.

Remo Parenti, presidente Confagricoltura Viterbo-Rieti, non esita a definire la vicenda “un abominio giuridico” e Sergio Del Gelsomino, presidente Cia Viterbo, sottolinea come nel regolamento si parli “della fusione tra Val di Paglia e Rieti, ma senza mai nominare il territorio romano”. E’ lui a sollevare inoltre anche la questione della regolarità relativa all’accettazione di liste presentate con moduli diversi da quelli previsti. Sarebbero dunque diversi i dubbi e le perplessità che si addensano sul voto del 9 febbraio. E qualora le elezioni si dovessero tenere, Parenti preannuncia il ricorso di ‘Agricoltori Riuniti”. Intanto domani alle 11, davanti alla sede del Consorzio di Acquapendente, gli agricoltori scenderanno in piazza con i trattori. In contemporanea un’analoga manifestazione di protesta si terrà a Rieti.

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