E' quanto emerge dall'indagine elaborata dall'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, che tiene conto del periodo gennaio 2020-maggio 2021

Morti per Covid sul lavoro: il Lazio è la terza regione con più vittime in Italia

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Aumentano i morti sul lavoro per Covid nei 17 mesi di pandemia: in particolare il mese di maggio 2021 ha segnato il valore più alto, con un +6,5% delle vittime registrate rispetto ad aprile. E’ quanto emerge dalla recente indagine elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, che tiene conto del periodo gennaio 2020-maggio 2021.

Le tre regioni italiane che hanno toccato i valori più alti nei mesi dell’emergenza sanitaria sono state Lombardia, con il 28,3% delle denunce (181 decessi), Campania (74 decessi) e Lazio (64 decessi).

Seguono poi Piemonte (con 51 vittime), Puglia (43), Emilia Romagna (42), Sicilia (31), Veneto (28), Liguria (23 decessi), Abruzzo (21), Toscana (20), Marche (19), Molise, Calabria e Friuli Venezia Giulia (8), Umbria (6), Sardegna (5), Provincia Autonoma di Trento (3), Valle d’Aosta (2), Basilicata (2).

Si tratta per la stragrande maggioranza di uomini, che rappresentano l’83,6% del totale delle vittime.

L’89,8% delle denunce per morti sul lavoro sono arrivate dal settore dell’Industria e Servizi: in questa macro-area il 25,1% delle vittime è ricollegabile al mondo della Sanità e dell’Assistenza Sociale; il 12,8% al settore Trasporti e Magazzinaggi; il 12,1% alle Attività Manifatturiere; il 10,4% è riferito all’Amministrazione Pubblica e Difesa e il 9,5% al Commercio.

I dati di maggio 2021 confermano che i lavoratori più colpiti sono stati infermieri e fisioterapisti, con il 10,7% dei casi, analogamente a quanto accaduto nei mesi precedenti.

Accanto ai decessi sul lavoro, l’indagine ha tenuto anche conto del numero di denunce per infortunio legate al contagio nel periodo gennaio 2020-maggio 2021: sono state in totale 175.323 in Italia. Sette contagiati su dieci sono donne, mentre la fascia d’età più interessata è stata quella tra i 50 e i 64 anni. Le professioni più colpite restano quelle dell’ambito socio-sanitario.

A guidare la classifica anche in questo caso è la Lombardia, con il 25,6% delle denunce. Seguono Piemonte 13,3%, Veneto 10,6%, Emilia Romagna 8,3%, Lazio 6,5%, Campania 5,7%, Toscana 5,4%, Liguria 3,9%, Puglia 3,8%, Sicilia 3,1%, Marche e Friuli Venezia Giulia 2,4%, Provincia Autonoma di Trento 1,6%, Abruzzo 1,6%, Provincia Autonoma di Bolzano 1,6%, Sardegna 1,5%, Umbria 0,8%, Calabria 0,7%, Valle D’Aosta e Basilicata 0,5%, Molise 0,3%.

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